Marche

Palio dedicato a San Francesco

ASCOLI Un’iconografia densa di spiritualità e intensi richiami storici: il Palio di luglio della Quintana mostra finalmente il suo volto. Lo splendido drappo, realizzato dall’ascolano Ado Brandimarte, è dedicato quest’anno all’ottocentenario della morte di San Francesco. Il patrono d’Italia compare a mezza figura con indosso un saio di ruvida stoffa, mentre solleva un ramo di ulivo, simbolo universale legato alla Madonna della Pace. Sullo sfondo azzurro si notano un cavaliere al galoppo e il profilo della chiesa di San Francesco con i suoi due campanili gotici.

Genesi e segreti

«Nel 1216, San Francesco giunse ad Ascoli e radunò intorno a sé un gruppo di trenta giovani appartenenti alle più facoltose famiglie ascolane che rinunciarono agli agi concessi loro da una condizione sociale prestigiosa per abbracciare gli ideali pauperistici e pacifisti predicati dal santo – spiega il professor Stefano Papetti, direttore dei musei civici -. Dimostrando una grande padronanza grafica e un sapiente dosaggio dei colori, Brandimarte ha saputo coniugare con successo gli elementi iconografici caratteristici di uno stendardo, riallacciandosi alla viva tradizione francescana della città di Ascoli e del territorio, senza tuttavia trascurare quegli elementi che si collegano alla competizione cavalleresca, rappresentati dal cavaliere lanciato al galoppo e dalla scritta che con i suoi caratteri gotici ancora alla stagione medievale l’immagine rievocativa». L’autore dell’opera svela i segreti celati dietro la genesi del drappo. «Tela e lenzuolo cotone preparati in maniera antica, utilizzando gesso acrilico. La pittura è a olio grasso su magro, inserita in una cornice con tessuti rinforzati. La stessa struttura in legno è una croce fatta da me a mano» rivela Ado Brandimarte.

Valore sociale

Il legame viscerale tra la città e la manifestazione è sottolineato dal sindaco che individua nella Quintana un valore sociale cardine per lo sviluppo del territorio: «Il Palio è storia, entusiasmo e partecipazione della comunità – afferma Marco Fioravanti, primo cittadino e magnifico messere -. La Quintana ha una funzione importante: cuce relazioni e abbassa l’individualismo. È una tradizione che appartiene a tutti noi, costituisce una grande ricchezza. Nei piccoli territori abbiamo la capacità di attivare una comunità educante e noi lo facciamo anche attraverso la Quintana. Portare avanti tutto questo richiede un grande lavoro, perciò ringrazio tutti i sestieri per far crescere la comunità. Questo appuntamento rappresenta un modello in tutta Italia, in cui si respira la voglia di aiutare la comunità e di alimentare la pace». Massimo Massetti, presidente del consiglio degli anziani, scaccia i dubbi della vigilia riguardo alla risposta del pubblico e proietta l’evento verso nuovi traguardi: «C’era il timore che non rispondesse la città, invece vedere, durante il Palio degli Arcieri, le tribune piene testimonia quanto sia grande l’attaccamento di tutti – commenta -. La Quintana è novità e futuro. Portiamo avanti l’orgoglio ascolano». Durante la cerimonia viene estratto l’ordine degli sbandieratori di ieri sera e l’ingresso dei consoli nell’estrazione dell’ordine di assalto alla Giostra di sabato prossimo, in occasione del Saluto alla Madonna della Pace: Porta Tufilla, Piazzarola, Porta Maggiore, Porta Solestà, Sant’Emidio e Porta Romana. Svelato anche il drappo dedicato a sbandieratori e musici. E stavolta racchiude un altissimo valore solidale. La realizzazione è infatti curata dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Ast di Ascoli tramite il lavoro sinergico dei tre centri diurni del territorio: Il Sentiero di Ascoli, I Colori della Mente di San Benedetto e Il Gabbiano Blu di Comunanza.

Le nobildonne

Presentate infine le nobildonne: Arianna Fioravanti (magnifico messere), Martina Giachetta (San Venanzio), Jessica Bachetti (Sant’Emidio), Mara Bartolini (Santa Maria Intervineas), Alessia Pelliccioni (San Giacomo).




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