Economia

Donazioni, nel 2025 quattro su cinque sono immobili


Sommando Sud e Isole si arriva a poco meno della metà degli atti totali di donazione (circa il 48 per cento): una tendenza che riflette, secondo il Dsn, «la maggiore incidenza della piccola proprietà fondiaria, la persistenza di modelli familiari tradizionali e la frequente preferenza per la donazione rispetto alla successione mortis causa nelle aree a più bassa pressione fiscale effettiva».

Se, però, si considera il rapporto donazioni per abitante è il Trentino-Alto Adige a guadagnare la medaglia d’oro, con 961 donazioni ogni 100mila abitanti; secondo posto per la Calabria (799) mentre il terzo gradino del podio va alla Basilicata (764).

Over 70 in pole position

Sono soprattutto gli anziani a preoccuparsi del passaggio generazionale degli immobili e, infatti, la fascia oltre i 76 anni è responsabile del 35,14% delle donazioni. I destinatari sono compresi soprattutto nella fascia 46-55 anni (25,06 per cento) e in quella 18-35 (23,32 per cento) mentre si scende al 20,98 per cento tra i 36 e i 45 anni.

Beni mobili

Residuale la donazione di beni mobili, con 46.864 trasferimenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di denaro (19.757 donazioni, cioè il 42,16 per cento) o di azioni e quote sociali (19.558 donazioni, pari al 41,73 per cento). Minoritarie, invece, le donazioni di azienda: appena il 5,62 per cento. Cresce, rispetto al passato, il peso del contante: nel 2016 era poco meno del 32 per cento. «Questo trend – si legge nel Rapporto – riflette la liquidità crescente dei patrimoni familiari e la tendenza a trasferire la ricchezza nella forma più immediatamente spendibile dai donatari».

Nonostante sia, in valore assoluto, la Lombardia a detenere il primato di donazioni di beni mobili (12.776, più del 27 per cento del totale nazionale), è ancora il Trentino-Alto Adige a registrare la cifra di donazioni più alta in rapporto alla popolazione: 183 ogni 100mila abitanti.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »