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Rugby, brutto inizio di tournée per l’Italia: vince il Giappone 27-10

Un pessimo inizio, nella serata di Tokyo, per l’Italrugby. Opposti al Giappone, sulla carta la squadra meno forte di quelle che partecipano al neonato Nations Championship, gli Azzurri hanno perso con un punteggio (27-10, primo tempo 17-10) che poteva essere addirittura più pesante.

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Ottima partita della formazione di casa, certo, che però si è trovata di fronte un’avversaria disorientata, propensa agli errori e agli sprechi, per niente superiore sul piano fisico, cosa che invece era lecito aspettarsi. Tutto sommato, solo le rimesse laterali hanno funzionato. Per il resto malintesi (a partire dall’iniziale intervento in coppia su un pallone alto di Ioane e Pani, che è stato la probabile causa dell’infortunio di quest’ultimo), duelli persi in settori nevralgici (quasi imbarazzante il divario tra le mediane delle due squadre, con il n. 9 di casa autore di una notevole prestazione), spinte sostanzialmente inefficaci nei raggruppamenti offensivi e anche – sul versante opposto – una difesa che ci ha messo volontà e spirito di sacrificio, ma non ha saputo evitare possessi prolungati da parte dei giapponesi in zone di campo pericolose per i colori azzurri.

Troppi errori azzurri

Sulle difficoltà di esecuzione della squadra del ct Quesada dice tutto il divario degli errori per palloni sfuggiti di mano: quelli dell’Italia si sono avvicinati alla ventina, più o meno il quadruplo delle “sbavature” giapponesi. E qui si torna a parlare di una squadra che raramente avuto la concentrazione necessaria, che si è affidata troppo spesso a iniziative individuali ed è stata deficitaria anche sul piano dell’intesa.

Sicuramente ha pesato, per la maggioranza degli azzurri, la desuetudine rispetto all’impegno agonistico, visto che ci sono giocatori hanno concluso da tempo la stagione con il loro club e non ci sono stati impegni di avvicinamento (due, invece, i match preparatori giocati dal Giappone). Ma questa attenuante, che va concessa, non basta a spiegare una prova tanto deludente. Da rimarcare poi che nel secondo tempo, quando ci si poteva aspettare una reazione e un cambio di atteggiamento, l’Italia non ha segnato nemmeno un punto. Nella ripresa si è segnalato almeno l’esordiente Malik Faissal, che ha confermato le sue capacità nel gioco aereo.

Il più illusorio dei vantaggi arriva quasi subito, con un pallone uscito da un raggruppamento e passato per le mani di diversi azzurri fino a quando Brex trova un varco e va in meta, poi trasformata da Paolo Garbisi. Una delle pochissime occasioni in cui la difesa dei padroni di casa non è stata all’altezza.


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