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San Pietroburgo sotto attacco: Kiev colpisce il cuore energetico russo. Il governatore: “Restate a casa”

L’Ucraina ha lanciato uno dei più imponenti attacchi con droni contro San Pietroburgo dall’inizio della guerra, prendendo di mira il terminal petrolifero nel distretto di Kirovsky, uno dei principali poli industriali della seconda città russa. A confermarlo, il governatore locale Alexander Beglov, che ha parlato di “attacco su larga scala” invitando i cittadini a non lasciare le proprie abitazioni sino alla cessazione dell’allarme. Secondo Mosca, la difesa aerea avrebbe abbattuto 72 droni e al momento non risultano vittime. Uno degli UAV, tuttavia, sarebbe precipitato nell’area di Peterhof.

San Pietroburgo diventa un bersaglio strategico

Per gran parte del conflitto la città è rimasta relativamente al riparo dagli attacchi diretti. Distante oltre mille chilometri dal confine ucraino, rappresenta però uno snodo fondamentale dell’economia e della logistica russa: ospita importanti infrastrutture energetiche, cantieri navali, installazioni militari e il quartier generale della Flotta del Baltico. Negli ultimi mesi Kiev ha ampliato il suo raggio di azione, dimostrando di poter colpire obiettivi considerati fino a poco tempo fa fuori portata. L’attacco odierno si inserisce in una serie di operazioni che hanno già costretto in passato alla sospensione delle attività aeroportuali, delle comunicazioni mobili e al rafforzamento delle difese antiaeree.

La strategia ucraina

Negli ultimi mesi Kiev ha modificato sensibilmente la propria strategia. Accanto alle operazioni terrestri, ha intensificato gli attacchi contro raffinerie, depositi di carburante e infrastrutture energetiche russe. Il presidente Volodymyr Zelensky ha più volte definito queste operazioni “sanzioni a lungo raggio, sostenendo che ridurre la capacità energetica russa significa anche limitarne lo sforzo bellico. Questa campagna sta creando penuria di carburanti e costringendo Mosca a investire sempre più nella protezione delle proprie infrastrutture interne.

Una guerra sempre più profonda nel territorio russo

L’attacco conferma una trasformazione evidente del conflitto. Mosca è costretta a redistribuire sistemi di difesa aerea per proteggere le città, aeroporti, basi e impianti sparsi su un territorio immenso.

Secondo Mosca le intercettazioni delle ultime ore sono avvenute anche nelle regioni di Belgorod, Briansk, Kaluga, Krasnodar, Kursk, Leningrado oltre che nella Crimea annessa, sul Mar Nero e il Mar d’Azov. In queste aree gli abbattimenti russi, nella scorsa notte, salgono a quota 389.


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