Il giorno di Leone XIV a Lampedusa, la carezza del Santo Padre a chi sbarca alla Porta d’Europa
Alla vigilia della sua visita a Lampedusa, il Papa lancia un monito alla sua America, «nazione plasmata dagli immigrati». Da 250 anni l’America è sempre stata «sinonimo di libertà, mentre il Paese apriva le porte a ondate successive di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione».
Un discorso di alta politica ma non si può non leggere il messaggio indiretto a Donald Trump anche quando dice, sempre con il cuore rivolto ai migranti, che «la grandezza morale di una nazione si manifesta soprattutto nella sua capacità di sostenere, proteggere e custodire la vita di tutti, specialmente dei più vulnerabili e di coloro il cui valore viene messo in discussione».
Il Papa, nato a Chicago, e che, nonostante la lunga esperienza missionaria, mostra di amare profondamente il suo paese, dice: «Come figlio di questa grande nazione, fondata da uomini e donne coraggiosi che sognavano la libertà e una vita migliore per se stessi e per i propri figli, mi unisco a voi nel chiedere la benedizione di Dio sul futuro dell’America, affinché gli alti ideali sanciti all’inizio della Dichiarazione d’Indipendenza continuino a guidare la prosperità della nazione nell’unità, nella giustizia e nella pace».
È con questo spirito che Prevost ha deciso di vivere il suo 4 luglio a Lampedusa, l’isola di approdo di migliaia di migranti. Oggi atterrerà alle 9. Prima tappa al cimitero di Cala Pisana, dove c’è un’area dedicata ai migranti, per un omaggio floreale sulle tombe.
Poi alla Porta d’Europa e successivamente al molo Favaloro per la benedizione della targa di intitolazione a Papa Francesco collocata sopra una stele e il saluto ad alcuni migranti. Alle 10,30 l’attesa celebrazione della messa al campo sportivo durante la quale il Pontefice benedirà Maria e Leonardo, due giovanissimi simbolo di speranza e di accoglienza.
Maria è stata la prima nata a Lampedusa dopo 51 anni e Leonardo, studente al Gonzaga di Palermo, è stato adottato dopo il tragico viaggio dall’Africa in Sicilia. «Leonardo è arrivato sull’isola in una notte di giugno 2016, su un barcone, stretto a sua madre che purtroppo era morta – ha raccontato Marilena Poderati, mamma di Leonardo e vicedirettrice del Gonzaga Campus -. L’adozione non ha cancellato Lampedusa, l’ha resa parte di noi».
Terminata la messa, dopo i saluti ad autorità, bambini, ammalati e volontari, Prevost si dirigerà all’aeroporto per decollare alle 12,30. Appena tre ore e mezza di permanenza di Leone XIV sull’isola, ma particolarmente ricche di significato…
L’articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola oggi e in edizione digitale
Source link




