vigile del fuoco folgorato dalla scarica. 45enne operato, è in prognosi riservata
SIROLO – Un ramo sui cavi dell’alta tensione, l’arco elettrico, la scarica che attraversa il corpo e un vigile del fuoco di 45 anni di Polverigi, papà di una bimba di appena 4 anni, che viene folgorato da una scossa da 20mila volt. E’ vivo, un miracolo, ma le condizioni sono gravi. Erano circa le 6 del mattino di ieri. Una squadra dei vigili del fuoco di Ancona del turno di notte era impegnata in contrada Betellico, a Sirolo, per l’incendio di un canneto divampato a seguito del violento temporale. Un intervento di routine, di quelli che si chiudono in un’ora poi fine turno, si smonta alle 8 e via a casa dai propri cari. Invece è diventato una corsa contro il tempo.
La ricostruzione
Secondo una prima ricostruzione, al centro dell’inchiesta interna aperta dai vigili del fuoco, la squadra – composta da cinque unità – stava spegnendo il rogo, era riuscita a circoscriverlo scongiurando il rischio che le fiamme si propagassero per tutta la collina. Improvvisamente, un grosso ramo secco si schianta e si abbatte sui cavi dell’alta tensione, abbassandoli fino ad altezza d’uomo. Nonostante non vi sia stato un contatto diretto, il pompiere che si trovava a poca distanza, viene colpito da una scarica da 20mila Volt che gli attraversa tutto il corpo nella parte sinistra, dal piede fino alla mano sinistra. L’ipotesi, è che l’umidità del mattino e della pioggia possa aver favorito la formazione di un arco elettrico. Un collega (37 anni di Ancona) si è chinato sul 45enne per prestare soccorso ed è stato sbalzato a 3 metri di distanza. Uno choc per la squadra, che ha immediatamente allertato il Nue 112. Sul posto sono arrivati l’eliambulanza, l’automedica del 118 e la Croce Azzurra di Sirolo. Il 45enne non ha mai perso conoscenza, ma era sotto choc, con gravi ustioni agli arti. Trasferito in codice rosso all’ospedale di Torrette, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per le dita a rischio amputazione. E’ in terapia intensiva, la prognosi è riservata. Anche il 37enne è stato portato in ospedale per valutare che la breve esposizione al flusso di corrente dal corpo del collega, con la proiezione all’indietro, non gli abbia provocato danni. Ora l’incidente è al vaglio dei vigili del fuoco e dei carabinieri del Norm della Compagnia di Osimo. A raccontare l’incidente è Massimo Carducci, direttore dei vigili del fuoco di Ancona. Trentotto anni di servizio e la commozione che gli serra la gola. «Alle sette mi hanno avvisato. Mi sono sentito in colpa, mi sono chiesto cosa sia andato storto in un intervento apparentemente banale, cosa avrei potuto fare di più per evitarlo come direttore, ma la verità è che nel nostro lavoro il rischio è dietro l’angolo. Anche in interventi di routine può celarsi l’insidia. Quella di oggi è una ferita aperta per tutti noi».




