Calabria

Il Catanzaro cerca un ariete: Di Nardo primo obiettivo

Non solo Iemmello e Pittarello. Il Catanzaro ha cominciato a pensare anche a un terzo attaccante, uno che aggiunga centimetri, “peso” e soprattutto gol in avanti.
Con l’arrivo di Giorgio Gorgone, il nome che inizia a circolare è quello di Antonio Di Nardo, centravanti che a Pescara è stato capocannoniere e principale finalizzatore della squadra del tecnico romano. Delle 14 reti segnate in campionato dalla punta ventisettenne, undici sono arrivate proprio con Gorgone in panchina, a partire dalla gara d’esordio (per l’allenatore) nello spettacolare 3-3 del “Ceravolo”.
Napoletano cresciuto nella Sampdoria, Di Nardo è molto simile per caratteristiche a Pittarello: è alto 1,87, sa usare il fisico per fare “salire” la squadra e dare un riferimento ai compagni e alla manovra, si sbatte tanto anche in fase di non possesso e ha la fame di chi ha maturato una consistente gavetta per salire fino alla Serie B.
Prima del Pescara, suo primo approdo fra i cadetti, ha giocato in C con l’Arezzo, la Vis Pesaro e la Lucchese, è sceso fino alla D con il Sona, la Vastese e il Campobasso che ha contribuito a riportare fra i professionisti e con cui ha centrato la sua prima doppia cifra di gol (undici) al di là dei dilettanti. L’exploit in Abruzzo ha migliorato quel primato e l’ha trasformato in un richiesto obiettivo di mercato, ovviamente non solo per il Catanzaro.
A Pescara Di Nardo è entrato nell’ultimo anno di contratto (scadenza 30 giugno 2027), su di lui ha messo gli occhi la Sampdoria, ma dall’Abruzzo segnalano interessi concreti anche di Ascoli, Padova e Avellino, e hanno fatto sondaggi anche Monza, Cagliari e soprattutto Frosinone. Se lo prendessero i ciociari si potrebbe tentare la carta del prestito.
Che senso avrebbe aggiungere un’altra punta a Iemmello e Pittarello? Il primo è garantire un’alternativa vera al veneto, che soprattutto nel finale di stagione ha lottato da solo in avanti: tirare il fiato almeno un po’ non sarebbe stato male neanche per un leone come lui, autore di 12 gol e importante anche per il lavoro sporco di cui ha beneficiato la squadra.
L’altro obiettivo, non meno importante, e comunque collegato al primo, è dare a Iemmello ancora più libertà evitandogli l’obbligo di muoversi da prima punta, perché in certe partite è stato costretto a farlo: Pietro quel ruolo ormai lo ricopre controvoglia e anno dopo anno è diventato sempre più evidente il suo bisogno di fare ciò che vuole per esprimersi al meglio e questo significa soprattutto permettergli di calpestare zone del campo più arretrate, da regista offensivo. Tanto i gol li ha sempre fatti (13 nell’ultima stagione), indipendentemente dalla posizione di partenza. Un riferimento più avanzato che sgravi il capitano da certi compiti farebbe bene a tutti. Meglio ancora se i centravanti fossero due.


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