Mondo

Gran Bretagna, il rapporto choc sui migranti: 4 miliardi all’anno per i richiedenti asilo e oltre il 70% resta disoccupato

Il Regno Unito ha un problema con l’immigrazione e questa non è una novità. Quel che è nuovo è il report Immigration and Asylum Bill del ministero dell’Interno inglese, l’Home Office, che ha fatto qualche calcolo relativo ai costi che lo Stato sopporta per i migranti: l’impatto immediato sulle casse pubbliche ha già raggiunto la cifra record di 4 miliardi di sterline all’anno per la gestione del sistema di asilo. Miliardi di sterline vengono spesi dalle casse pubbliche per pagare gli hotel destinati all’accoglienza dei migranti. A fine marzo, su 98.000 richiedenti asilo censiti, ben 94.000 erano totalmente a carico dello Stato, alloggiati in strutture governative e per l’amministrazione, l’esame e il sostentamento iniziale di una singola domanda d’asilo ha un costo standardizzato una tantum pari a 18.700 sterline.

Se si considera che nei primi sei mesi dell’anno sono sbarcate oltre 11mila persone dalla Manica, i richiedenti asilo sono costati più di 222 milioni di sterline, solo per la spesa iniziale. Il vero fulcro dell’allarme economico e sociale del report riguarda l’impatto a lungo termine di chi ottiene la sanatoria o il permesso di restare sfruttando i ricorsi legati all’Articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), relativo alla tutela della vita privata e familiare. Il 76% risulta disoccupato e privo di impiego e, oltre a non produrre reddito, la stragrande maggioranza di queste persone ha alle spalle un percorso di aperta illegalità: il 39% è entrato nel Paese in modo clandestino e il 38% è rimasto oltre la scadenza del proprio visto, portando al 71% la quota totale di chi ha violato le leggi sull’immigrazione al momento della domanda.

Se si dovesse procedere con il rimpatrio di chi non ha titolo a rimanere nel Regno o di chi non ha ricevuto lo status di rifugiato, che non sono tanti, il costo sarebbe di oltre 6mila sterline a persona. Dei richiedenti asilo, il Regno Unito concede lo status all’83% ma il 54% di quelli che fanno ricorso dopo il rifiuto ottengono lo status, che porta il tasso finale di accoglimento all’86%. La valutazione d’impatto ufficiale dell’Home Office smantella la retorica dell’immigrazione come risorsa economica.

La situazione britannica anticipa il destino di tutti quei Paesi europei che continuano a trattare l’immigrazione di massa come un vantaggio e dovrebbe servire da monito per le implicazioni economiche ma anche sociali, alla luce del fatto che ormai nel Regno esistono città che sono quasi dei Califfati islamici, dove la sharia ha acquisito quasi più forza della legge ordinaria. L’accoglienza senza rigore e senza controlli, come dimostra il report, non crea integrazione, ma genera unicamente un costo sociale ed economico insostenibile che alla fine viene presentato ai contribuenti.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »