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Almaviva, il giovane scelto da Totti non è più un giocatore della Roma – Calcio


Totti gli aveva lasciato in eredità la sua fascia da capitano. Un gesto simbolico, che per anni ha alimentato il sogno di Mattia Almaviva. Fino a oggi. La separazione dalla Roma è ufficiale: “È difficile trovare le parole giuste per descrivere cosa significhi per me lasciare questa maglia”. Comincia così il messaggio social di Almaviva, ventenne romano cresciuto nelle giovanili del club giallorosso. Il contratto non è stato rinnovato: “Sto lasciando la squadra della mia città, quella in cui sono nato, cresciuto e che ho sempre tifato”, prosegue.

Almaviva e la promessa a Totti: “Voglio fare come te”

Un addio carico d’emozione: “Sono entrato a Trigoria da bambino, con un pallone tra i piedi e gli occhi pieni di sogni”. Gli stessi che brillavano nove anni fa, il 28 maggio del 2017, quando Totti scelse proprio lui per il passaggio di consegne. In quel momento, il piccolo Mattia sussurrò all’orecchio del capitano: “Vorrei fare come te, restare tutta la vita alla Roma”. Una promessa che non riuscirà a mantenere. In ogni caso, da quel giorno Almaviva è diventato un simbolo, tanto che lo stesso Totti lo chiamò qualche anno dopo nella sua agenzia di scouting, la CT10 Management. Il rapporto professionale tra i due non è durato molto, ma il legame affettivo con Francesco resta.

Il percorso fino alla Primavera del club giallorosso

Seconda punta, negli anni Almaviva ha scalato le gerarchie di Trigoria fino alla Primavera del club giallorosso. Lo scorso anno un episodio extra-calcistico spiacevole, che ha visto Nicolò Zaniolo protagonista. Al termine della semifinale scudetto del campionato Primavera 1 tra Fiorentina e Roma disputata al Viola Park di Firenze, Zaniolo sarebbe entrato negli spogliatoi della squadra giallorossa, aggredendo Almaviva e Marco Litti. Sul campo, il rendimento non è mai mancato: 3 gol e 7 assist nell’ultimo campionato. Niente rinnovo, però. Restano i saluti: “Oggi esco con qualcosa in più. Sono cresciuto, non solo come calciatore, ma soprattutto come persona”. Resta il rimpianto di non essere riuscito a mantenere la promessa fatta a Totti: “Questa società mi ha visto sbagliare e cadere”. Ma resta, soprattutto, il cuore di un ragazzo innamorato della squadra che tifava da bambino: “Grazie Roma”.


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