Allarme eroina a Terni, stop separazione dipendenze e salute mentale: novità in Umbria

«Il mondo delle dipendenze è profondamente cambiato. Sempre più spesso il consumo di sostanze si accompagna a disturbi psichiatrici, fragilità emotive e forme di
autoterapia, soprattutto tra gli adolescenti e i giovani». Così il capogruppo pentastellato in Regione Luca Simonetti alla luce degli allarmanti dati riportati da Umbria24 nei giorni scorsi, secondo i quali Terni è collocata al primo posto, tra le città monitorate, per presenza di eroina rilevata nelle acque reflue.
«La situazione – dichiara Simonetti – impone una riflessione seria e un impegno ancora maggiore nel rafforzare prevenzione, cura e servizi di fronte a un fenomeno che
continua a evolversi; è giusto riconoscere il lavoro che in questi anni hanno svolto gli operatori dei servizi per le dipendenze, spesso in condizioni difficili e con risorse limitate. Troppo spesso – sottolinea – la politica si è ricordata di questo settore soltanto quando c’era da attribuire presunte responsabilità, anziché sostenere concretamente chi ogni giorno lavora sul territorio accanto alle persone più fragili».
«Serve un approccio – prosegue il consigliere regionale umbro del M5s – che superi la separazione tra dipendenze e salute mentale, mettendo al centro la persona e non soltanto la sostanza. In questa direzione va il nuovo Dipartimento integrato della salute
mentale e delle dipendenze previsto dal Piano socio-sanitario regionale, insieme all’istituzione dell’Osservatorio regionale sulla salute mentale e il benessere psicologico dei giovani. Sono strumenti importanti per comprendere meglio i nuovi bisogni, programmare gli interventi e costruire una rete territoriale sempre più efficace. Accanto al potenziamento dei servizi – continua Simonetti – sarà fondamentale investire anche nella formazione. Le nuove dipendenze richiedono competenze sempre più specifiche e multidisciplinari: per questo sarebbe importante promuovere, in collaborazione con il sistema universitario, percorsi di alta formazione e specializzazioni dedicate, capaci di preparare professionisti in grado di affrontare fenomeni sempre più complessi e strettamente connessi alla salute mentale. La sfida – conclude – è continuare a investire nei servizi, nella prevenzione e nell’intercettazione precoce del disagio, valorizzando il lavoro degli operatori e sostenendo le famiglie. È così che si affronta un fenomeno complesso, senza cercare capri espiatori, ma costruendo risposte concrete e durature».
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