Informazione Campania – CULTURA – LA LINGUA ITALIANA CONQUISTA GLI INGLESI
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di CLEMENTINA LEONE
“L’italiano non è una lingua imperiale ma nemmeno provinciale, è creativa e portatrice di un’idea di umanesimo, di cultura e di futuro. La stessa, è capace di reggere il confronto con le frontiere del mondo globale” a cui dall’estero e dall’Italia in molti si rivolgono per esservi connessi.
Ha influenzato profondamente come ci insegna la storia, tante altre lingue come l’inglese, principalmente attraverso il commercio medievale, il Rinascimento e l’espansione culturale. Lo scambio linguistico, ha introdotto nel vocabolario anglosassone termini chiave legati all’arte, alla musica, all’architettura, alla gastronomia e alla vita quotidiana, arricchendo la lingua di prestiti e calchi. Questa influenza si è manifestata principalmente in specifici ambiti storici e culturali. Dal ”300 al ‘600”, parole legate al commercio e alla cultura, come bank (banco), quarantine (quarantena) e volcano (dal nome dell’isola di Vulcano), sono entrate nell’uso inglese durante i primi grandi scambi culturali con la penisola italiana. Dal “700 all’800” invece, l’eccellenza italiana nei campi dell’opera e della musica ha imposto la sua terminologia con termini come piano, soprano, tempo, maestro e fresco (pittura su intonaco) che sono diventati universali. Infine, dal “900 a oggi”, l’immigrazione italiana e il successo globale della cucina hanno introdotto innumerevoli termini alimentari (come pizza, pasta, spaghetti, espresso, cappuccino). Il cinema e lo stile di vita hanno poi contribuito a diffondere parole come paparazzo (da “La dolce vita” di Fellini) o espressioni come ciao e la dolce vita. Mentre l’italiano ha spesso preso in prestito l’inglese, a sua volta la lingua inglese ha attinto a piene mani dall’italiano, incorporando i termini per definire l’arte, la raffinatezza e l’enogastronomia.
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