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Principato di Monaco, bomba contro l’oligarca Vadim Ermolaev. Grave la moglie – Il Tempo


Ignazio Riccio

Il Principato di Monaco, simbolo mondiale di lusso e sicurezza, ha vissuto ieri sera una serata che i residenti definiscono senza precedenti. Un ordigno esplosivo è stato fatto detonare davanti all’abitazione dell’imprenditore ucraino Vadim Ermolaev, 58 anni, provocando danni ingenti agli edifici circostanti e mandando in frantumi decine di vetrate nella zona a ridosso del confine francese.

Ermolaev, colpito nel momento in cui stava facendo ritorno a casa, versa in condizioni critiche. Ancora più gravi le condizioni della moglie. Un residente che ha allertato i soccorsi ha raccontato di averla vista priva degli arti inferiori mentre veniva caricata sull’ambulanza. Il figlio tredicenne della coppia è rimasto ferito ma non in modo grave. Le autorità inquirenti hanno inizialmente escluso la pista terroristica, orientandosi invece verso l’ipotesi di un tentato omicidio plurimo pianificato. Il procuratore Stéphane Thibault, guidando la conferenza stampa, sembra aver scelto questa definizione anche per evitare che sul Principato calasse l’ombra del terrorismo internazionale.

Gli inquirenti sono riusciti a identificare l’attentatore grazie alle riprese dei sistemi di sorveglianza: un uomo solo, con pantaloni chiari, giacca scura e volto parzialmente nascosto da un cappello nero, si è avvicinato all’ingresso dell’abitazione e vi ha lasciato un pacco, rivelatosi poi l’ordigno. Il dispositivo sarebbe esploso proprio nell’istante in cui le tre vittime hanno raggiunto la soglia di casa. Dopo l’attacco l’uomo si è dato alla fuga a piedi verso Beausoleil, comune francese al confine, facendo scattare un dispositivo di ricerca congiunto tra gendarmeria monegasca e forze dell’ordine francesi, comprese le unità speciali del RAID.

Ermolaev ha rinunciato da tempo alla cittadinanza ucraina, acquisendo il passaporto cipriota. Il suo nome compare tra i soggetti colpiti dalle sanzioni volute dal presidente Volodymyr Zelensky, nell’ambito di un provvedimento legato a sospetti di riciclaggio e movimenti finanziari miliardari transitati anche attraverso un istituto di credito estone. Proprio questo retroterra fa ritenere agli investigatori che dietro l’attacco possa celarsi un regolamento di conti di alto profilo, con un sicario ingaggiato per eliminarlo.

L’imprenditore viveva a Monaco conducendo un’esistenza all’insegna del lusso – auto di pregio, yacht, una villa di rappresentanza – che non passava inosservata nel Principato.
Il ministro di Stato monegasco Christophe Mirmand ha precisato che le autorità non risultavano essere a conoscenza di denunce sporte da Ermolaev né di minacce ricevute in precedenza, sottolineando come la famiglia, al momento del rientro, non mostrasse alcun segno di allarme o cautela particolare.

Monaco, un fazzoletto di due chilometri quadrati abitato da circa 40mila persone e da sempre considerato tra i luoghi più sicuri al mondo, conosce solitamente episodi di criminalità limitati a furti in banche o gioiellerie. Il principe Alberto II ha condannato pubblicamente l’accaduto, parlando di un crimine odioso e di uno shock per l’intera comunità, assicurando che il Principato reagirà con fermezza e che la sicurezza dei cittadini resterà una priorità assoluta. Le indagini, condotte in stretto coordinamento tra le autorità monegasche e quelle francesi, proseguono per rintracciare l’attentatore, di cui al momento non è stata resa nota l’identità.


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