Stretta Ztl a Roma, scatta la tassa da 1.000 euro per le auto elettriche: addio a 74mila permessi
La pacchia ecologica è finita. Da oggi, 1° luglio 2026, l’accesso alle Zone a traffico limitato (Ztl) della Capitale cambia radicalmente volto e sferra un colpo durissimo alla flotta di veicoli “green” che fino a ieri considerava il cuore di Roma come un’estensione libera del proprio garage.
La rivoluzione tariffaria varata dal Campidoglio ha prodotto l’effetto sperato dall’amministrazione: un taglio drastico, quasi totale, delle auto private all’interno delle aree storiche interidette.
Fino a ieri, 30 giugno, per varcare i confini elettronici del Centro Storico bastava una registrazione online, a costo zero, sul portale di Roma Servizi per la Mobilità.
Da stamattina la musica è cambiata: per i proprietari di auto elettriche e a idrogeno l’accesso è subordinato al pagamento di un permesso annuale dal costo fisso di 1.000 euro.
Chi prova a forzare la mano senza il nuovo pass digitale si vedrà recapitare a casa una sanzione amministrativa per accesso non autorizzato.

Il crollo dei pass: attivo solo l’1,6% della vecchia flotta
I numeri raccolti alla chiusura delle banche dati nella serata di ieri fotografano un vero e proprio deserto burocratico rispetto al passato. Le richieste formali caricate sulla piattaforma del Comune per ottenere il pass a pagamento si sono fermate a quota 1.217.
Un calo verticale che rappresenta esattamente il target urbanistico inseguito dal Sindaco e dall’Assessorato ai Trasporti.
Negli ultimi anni, il boom commerciale delle auto elettriche aveva gonfiato a dismisura (fino a sfiorare i 75mila pass) la platea dei mezzi autorizzati, svuotando di fatto di significato lo strumento della Ztl, nato originariamente per tutelare i vicoli del centro dall’assedio del traffico e tutelare i pedoni.
L’introduzione del super-ticket ha spinto la stragrande maggioranza degli automobilisti a rinunciare al permesso, ritenuto evidentemente non indispensabile per le proprie abitudini quotidiane o sostituibile con l’uso dei mezzi pubblici e del car sharing.
Dal punto di vista puramente economico, l’operazione si traduce comunque in una boccata d’ossigeno immediata per le casse comunali: con i soli 1.217 permessi richiesti in questa prima tranche, il Campidoglio incasserà oltre 1,2 milioni di euro.
Chi resta escluso dal super-ticket: la mappa dei permessi
La nuova disciplina restrittiva colpisce i privati, ma salvaguarda la filiera dei servizi pubblici, del commercio e del trasporto professionale.
Nessuna novità in vista per chi possiede già un permesso ordinario legato a categorie specifiche (come i residenti o i domiciliati in Centro), che continueranno a circolare secondo le vecchie regole del disciplinare.
La lista delle esenzioni: Sono totalmente esentati dall’obbligo del pass da mille euro i Taxi, le vetture Ncc (Noleggio con conducente), i mezzi di soccorso, le auto delle Forze dell’Ordine e i titolari del contrassegno disabili (Cude).
Via libera gratuito anche alle flotte dei Car Sharing autorizzati e a tutti i ciclomotori, motocicli e quadricicli (che mantengono l’accesso libero nella Ztl Centro Storico, mentre per la Ztl Tridente resta in vigore l’obbligo di registrazione preventiva della targa).
La sfida del Comune si sposta adesso sui varchi stradali: solo il monitoraggio elettronico dei passaggi nelle prossime settimane dirà se la delibera avrà svuotato il centro dalle auto o se si sarà rivelata semplicemente una proficua tassa di ingresso per i bilanci di Roma Capitale.
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