Pond – Terrestrials | Indie For Bunnies
Arrivati al loro undicesimo album, che per una band del XXI secolo sembra un traguardo irraggiungibile dai più, i Pond continuano a rimanere incastrati in quel limbo tra post punk e fun pop, senza che ci si possa avvicinare troppo nè a sonorita’ tipicamente rock ne’ al dancefloor, per dire.

Non fa una piega neanche “Terrestrials” da questo punto di vista, ennesima conferma dell’abbondanza di scrittura della band, che vira qui su una forma forse più pop delle recenti produzioni, sempre sotto il segno della vitalità e del divertimento, con l’idea di avere trascorso molte ore ultimamente a vedere film e serie americane degli anni 80, dove tutto appariva giovane, bello ed eccitante.
Di fatto, gli australiani confermano la loro deriva continentale, proponendo più o meno la stessa faccia negli anni, rimanendo sempre un livello sotto la sincerità, dando sempre un’atmosfera di entusiasmo, come se fossimo sempre sul punto di prendere un aperitivo in piscina; e probabilmente hanno anche ragione, la musica in certo momenti serve a riempire la domanda sull’importanza delle cose leggere nella vita, su come far diventare importanti momenti frivoli, su come far girare in pratica una serata. Ricordo un’opening act tempo fa al Primavera Sound di Barcellona, tipo crepuscolo sul Forum, palco con poca gente e loro che ci davano dentro, all’epoca molto simili ai Tame Impala dell’epoca, una musica groovy, suonata benissimo, perfetta appunto per prendersi un paio di birre e lasciarsi andare all’ascolto.
Detto questo, la loro proposta non ha mai attecchito sulle masse e continuerà a non farlo, anche questo dignitoso “Terrestrials” andrà in dimenticatoio in quanto evanescente e poco consistente, ma del tutto piacevole, ed aspetteremo il prossimo album dei Pond sicuri di dover preparare il frigo bar pieno, in attesa.
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