Marche

«Meglio la cella della Rems». Per il rapinatore dell’Intesa Sanpaolo di Ancona lo spettro dell’istituto psichiatrico

ANCONA Prima l’udienza al tribunale di sorveglianza, poi l’assalto armato alla filiale di corso Stamira. Tre ore che hanno cambiato la vita del 39enne siciliano arrestato dai carabinieri nella tarda mattina di ieri dopo il blitz con il coltello e la presa in ostaggio di due dipendenti bancari, usciti illesi dalla rapina. I due fatti, l’udienza al palazzo di giustizia e l’assalto con il coltello da cucina all’interno della banca, potrebbero essere correlati tanto poca è la distanza intercorsa tra loro. 

L’esito

Del resto, l’udienza davanti al giudice non era andata bene per il 39enne, da tempo residente nel capoluogo e assistito dall’avvocato Francesco Nucera. Il giudice, infatti, aveva stabilito una misura di sicurezza a causa della riscontrata pericolosità sociale dell’uomo. Tradotto: appena trovata la struttura idonea dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il siciliano sarebbe dovuto andare in una Rems (Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza, quel che in pratica resta degli ex ospedali psichiatrici giudiziari chiusi dal 2015) oppure in un centro similare. Una condizione che il 39enne non avrebbe accettato, tanto da farlo sprofondare in un baratro di paura e follia. Meglio il carcere che la detenzione in una Rems: il pensiero che avrebbe mosso il siciliano una volta uscito dal tribunale del viale della Vittoria. Dopo qualche ora, ecco la rapina con il coltello. A volto totalmente scoperto, come se non avesse nulla da perdere e non gli importasse dell’articolato sistema di videosorveglianza disposto in centro e all’interno della filiale di corso Stamira.

Il regime

L’uomo si trovava in regime di libertà vigilata come disposto dai magistrati di sorveglianza. La condanna a poco più di tre anni per una vecchia rapina commessa a Chiaravalle aveva finito di scontarla lo scorso autunno. Parte della detenzione sarebbe stata portata avanti in cliniche per pazienti affetti da disturbi psichiatrici. Il 39enne avrebbe rigato dritto almeno fino a maggio. È nell’ultimo mese che sarebbe uscito dai ranghi, scatenando per esempio il caos davanti alla caserma dei carabinieri della Legione Marche o violando le condizioni della libertà vigilata (uscendo per esempio di notte) imposta dal magistrato. Sarebbe stato terrorizzato dall’idea di poter entrare in una Rems. Ad ogni modo, una volta uscito ieri dal tribunale, ha avuto il tempo di recuperare un coltello da cucina dalla lama affilata, entrare in banca, prendere i soldi dalla cassaforte e trascinare due ostaggi con sé. Non li ha feriti, ma lo choc per loro è stato considerevole. Date le circostanze, oltre alla rapina aggravata, la procura gli ha contestato il reato di sequestro di persona. Quando i carabinieri gli sono saltati addosso, non ha opposto resistenza. Il denaro e il coltello sono stati recuperati. Il 39enne è stato portato nel carcere di Montacuto. Nei prossimi giorni verrà fissata l’udienza di convalida dell’arresto. Potrà parlare del movente che lo ha spinto a sfoderare la lama davanti a clienti e dipendenti bancari.




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