Umbria

Truffe sentimentali online: patteggiano un anno di carcere e pagano 10 mila euro di risarcimento

Hanno patteggiato un anno di reclusione, con pena sospesa, davanti al gup Natalia Giubilei, due ivoriani di 26 e 36 anni coinvolti nell’inchiesta della Procura di Perugia su una presunta rete di trasferimenti di denaro legata a truffe sentimentali online. L’accordo tra difesa e Procura prevede anche il risarcimento dei danni alla parte civile, quantificato in 10mila euro.

L’inchiesta Secondo gli atti della Procura, ignoti all’estero, indicati come operanti verosimilmente dalla Costa d’Avorio e dal Burkina Faso, avrebbero commesso alcune truffe online a contenuto sentimentale e commerciale. Le vittime sarebbero state contattate attraverso WhatsApp e social network, tra cui Facebook, con artifici e raggiri diversi. Nella ricostruzione accusatoria, alle persone offese veniva prospettato l’interesse a una relazione sentimentale o sessuale oppure la necessità di versamenti non dovuti nell’ambito di una finta operazione commerciale. In questo modo sarebbero state indotte a versare somme di denaro su conti e carte Postepay in Italia.

I trasferimenti Sempre secondo gli atti il denaro veniva poi trasferito all’estero seguendo istruzioni ricevute via WhatsApp da chi avrebbe organizzato l’attività fraudolenta. I trasferimenti sarebbero avvenuti verso conti esteri di difficile individuazione in Costa d’Avorio, attraverso sistemi come Orange Money, Mobile Telephone Networks e Sand Wave Mobile Money. La Procura contesta operazioni per un importo complessivo di quasi 94 mila euro. In particolare, tra il 20 gennaio 2022 e il 18 maggio 2023, 84 mila euro sarebbero stati trasferiti da un conto Postepay Evolution acceso nella filiale di Pietralunga. Poco meno di 10 mila euro sarebbero stati trasferiti da un secondo conto Postepay Evolution collegato a una filiale di Umbertide.

Il procedimento L’accusa contestava il reato di riciclaggio, sostenendo che quelle operazioni fossero idonee a ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro. I fatti oggetto delle contestazioni sono stati commessi a Pietralunga dal gennaio 2022 almeno fino alla fine del 2023.

La decisione Davanti al giudice, la posizione dell’imputato (difesi dall’avvocato Mircko Ceci) è stata definita con il patteggiamento a un anno, con sospensione condizionale della pena. L’accordo prevede anche il pagamento di 10mila euro a titolo di risarcimento dei danni in favore della parte civile.

La difesa Nella memoria depositata, la difesa aveva contestato la qualificazione giuridica del fatto come riciclaggio, sostenendo che non ci fosse una condotta autonoma di «ripulitura» del denaro. Secondo l’avvocato Ceci gli elementi raccolti non avrebbero evidenziato «una autonoma e successiva attività di sostituzione o trasferimento finalizzata ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro». Per la difesa, il ruolo degli imputati sarebbe stato inserito nella fase esecutiva della truffa, attraverso la messa a disposizione dei conti per l’accredito delle somme. Da qui la richiesta di riqualificare la contestazione in concorso in truffa aggravata. 

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