Le Fiandre mettono una tassa sull’assunzione di immigrati
A partire dall’anno prossimo il governo delle Fiandre inserirà una nuova tassa per i datori di lavoro che vogliono assumere dipendenti migranti, con un supplemento di 180 euro per ogni domanda presentata.
La nuova tassa
Lo riporta l’agenzia di stampa Belga, citando l’annuncio del Ministro del Lavoro fiammingo, Zuhal Demir. “Chiunque desideri assumere lavoratori migranti se ne assumerà la responsabilità finanziaria. Non spetta ai cittadini delle Fiandre farsi carico di questo costo”, ha rivendicato Demir, definendo la scelta come “giusta” e orientata “al mantenimento di un sistema sano”. La ministra fiamminga, del partito conservatore N-Va, ha sottolineato inoltre che “i datori di lavoro dovrebbero innanzitutto aiutare i cittadini locali nella ricerca di un impiego, prima di rivolgersi al resto del Belgio, all’Europa e ad altre regioni”. La nuova tassa, che sarà in capo ai datori di lavoro, mira anche alla copertura degli oneri amministrativi per l’assunzione di migranti. La decisione di imporre una tassa in relazione all’assunzione di immigrati fa seguito alle misure entrate in vigore il 1 gennaio di quest’anno, che hanno vietato l’ingresso nelle Fiandre ai migranti non qualificati e provenienti da Paesi extra-Ue, con le domande per lavoratori medio-qualificati sul territorio fiammingo che sono crollate del 61% da inizio 2026. Le domande per lavoratori altamente qualificati – la categoria che Demir intende attrarre nelle Fiandre – sono aumentate del 12%.
La normativa attuale
Fino ad ora, per i datori di lavoro è stato relativamente economico reclutare lavoratori extra-UE tramite il sistema del “permesso unico” (Single Permit). Grazie a questo meccanismo, al lavoratore viene rilasciato un permesso combinato che autorizza sia la residenza che l’attività lavorativa in Belgio. Nel 2025, nelle Fiandre sono stati impiegati oltre 21.000 lavoratori migranti provenienti da paesi extra-europei.
Demir ritiene che i datori di lavoro fiamminghi debbano innanzitutto favorire l’occupazione della manodopera locale, prima di rivolgersi al resto del Belgio, all’Europa o ad altre aree geografiche. Il 1° gennaio ha introdotto misure più rigorose che hanno precluso l’ingresso ai migranti extra-UE scarsamente qualificati; anche l’accesso per i lavoratori con qualifiche medie è stato fortemente limitato. “Chiunque intenda assumere lavoratori migranti dovrà farsene carico economicamente in prima persona” ha riportato il quotidiano locale BelgaNewsAgency.
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