Camera di commercio, Mencaroni verso la conferma: i nomi dei nuovi membri del Consiglio

La strada per la presidenza della Camera di commercio dell’Umbria sembra già tracciata: mercoledì il consiglio si riunirà per eleggere il nuovo vertice e, salvo sorprese, riconfermerà Giorgio Mencaroni per i prossimi cinque anni (o almeno per uno spezzone di mandato). Secondo quanto raccolto da Umbria24, i giochi sono ormai fatti. Per Mencaroni si tratta della prosecuzione di una lunga continuità istituzionale, dopo i due mandati a capo dell’ente di Perugia prima della fusione con Terni e il successivo quinquennio alla guida della neonata Camera regionale.
Lo scenario Se tutto andrà come da pronostico, si tratterà di una prosecuzione dell’asse Confcommercio-Cna che ha governato la struttura di largo Cacciatori delle Alpi negli ultimi 15 anni. Mencaroni, 78 anni, potrebbe anche lasciare prima della fine del suo quarto mandato e, a quel punto, potrebbe subentrare sempre una figura di Confcommercio. E dopo? Lungo i corridoi dell’ente disegnato da Bruno Signorini c’è anche chi parla di un possibile arrivo di una candidatura in quota Cna o Confindustria; scenari futuribili dei quali però si è parlato anche tenendo conto che la Camera rappresenta uno dei gangli economico-politici più importanti della regione. Per quanto riguarda la vicepresidenza invece, oggi rappresentata da Mauro Franceschini di Confartigianato, si dovrebbe arrivare a un cambio.
Il consiglio Ma chi siederà in consiglio? L’organo è stato appena formalmente rinnovato con un decreto firmato dalla presidente della Regione, Stefania Proietti. Rispetto al passato, il numero dei seggi è sceso a 25, a seguito dei tagli e degli accorpamenti previsti dalla riforma nazionale delle Camere di commercio. Al momento i consiglieri nominati sono 23: mancano all’appello i rappresentanti dei sindacati dei lavoratori e delle associazioni dei consumatori, settori dai quali non sono giunte candidature entro i tempi previsti.
Il meccanismo I membri del Consiglio non vengono eletti direttamente dagli imprenditori con un voto nei seggi, ma attraverso un sistema “indiretto” gestito dalle associazioni di categoria (come Confcommercio, Cna, Confindustria, Coldiretti e Confartigianato). Per decidere quanti consiglieri spettino a ciascun settore economico – dall’industria all’agricoltura, fino ai servizi – si usano formule matematiche basate su dati reali del territorio: il numero di imprese attive, il numero di dipendenti, la ricchezza prodotta e le tasse camerali pagate. Una volta stabilito il “peso” economico di ogni settore, le associazioni si accordano per fare i nomi delle persone fisiche, poi ratificati con un decreto del presidente della Regione. Per legge, le sigle che ottengono più di due consiglieri devono rispettare la parità di genere, garantendo che almeno un terzo dei loro delegati appartenga al genere meno rappresentato. Tutti i consiglieri restano in carica cinque anni e possono essere riconfermati per un massimo di tre mandati.
I nomi Nel settore dell’agricoltura siederanno Matteo Pennacchi, espresso da Confagricoltura, e Mario Rossi, designato da Coldiretti in rappresentanza delle piccole imprese. Nel comparto dell’artigianato l’alleanza tra Confcommercio, Cna e Confindustria porta in consiglio Michele Carloni e Alessia Stendardo, affiancati da Moris Fiorelli per Confartigianato. Lo stesso identico blocco formato da Confcommercio, Cna e Confindustria esprime l’intera rappresentanza del settore industriale, con le nomine di Vincenzo Briziarelli, Simone Cascioli, Paolo Garofoli e Alessandra Gasperini. Nel commercio la coalizione si allarga ulteriormente a Federdistribuzione, portando sui banchi camerali Michele Biselli, Simone Fittuccia, Stefano Lupi e Barbara Marsili. La medesima intesa a tre tra Confindustria, Confcommercio e Cna si ripropone anche nei servizi alle imprese, dove sono stati nominati Aldo Amoni, Patrizia Ceprini, Roberto Giannangeli e Roberto Palazzetti, oltre che nei trasporti e spedizioni con Antonello Cozzali e nel turismo, la casella che esprime proprio il presidente uscente Giorgio Mencaroni.
I settori Per quanto riguarda gli altri settori economici, il comparto di credito e assicurazioni sarà presidiato da Marco Soiani, designato congiuntamente da Ania e Abi. Il mondo delle cooperative e quello dei servizi alla persona vedono invece la convergenza strategica tra Confcooperative e Legacoop, che portano in consiglio rispettivamente Danilo Valenti e Carlo Di Somma. A completare l’assemblea dei ventitré è Carlo Orlando, scelto direttamente dalla consulta dei presidenti degli ordini professionali in rappresentanza delle libere professioni.
L’elezione Il presidente invece viene eletto direttamente dai consiglieri appena nominati, votando a scrutinio segreto. Nelle prime due votazioni serve una maggioranza pari a due terzi dei componenti del Consiglio. Se l’intesa non si trova, al terzo tentativo la soglia si abbassa alla maggioranza assoluta dei membri (13 voti). Se si rende necessario un quarto turno, si procede con il ballottaggio tra i due candidati più votati; scenari che non dovrebbero riguardare Mencaroni, che potrebbe essere eletto per acclamazione. Senza un accordo fra categorie, il Consiglio decade automaticamente e arriva un commissario inviato dal Ministero.
I ruoli Ma chi fa cosa? Il Consiglio agisce come una sorta di “parlamento” dell’ente economico; spetta a questo organo stabilire le linee strategiche generali, approvare i bilanci e decidere come distribuire le risorse sul territorio a favore delle imprese. La giunta, che sarà nominata dopo l’elezione del presidente, è compostada sette membri scelti proprio tra i consiglieri, in modo da garantire la presenza di tutti i settori chiave. La giunta funziona come il “governo” della Camera, prendendo le decisioni operative e preparando i programmi di spesa che il Consiglio dovrà poi votare. Al vertice della struttura siede il presidente, che detiene la rappresentanza politica e legale della Camera di Commercio. Oltre a guidare i lavori sia della giunta sia del Consiglio, il presidente coordina le relazioni esterne dell’ente, interfacciandosi costantemente con le istituzioni regionali e nazionali.
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