Zumpano, collina devastata da un incendio: fiamme vicino alle case
Paura tra i residenti di Zumpano per un vasto incendio che ha devastato una collina, le fiamme pericolosamente vicino alle case
Fiamme, fumo e tanta paura. È successo di nuovo a Zumpano, dove nella vallata tra San Michele e Motta un vasto incendio si è propagato per chilometri di collina, avvicinandosi pericolosamente alle abitazioni e mettendo in allarme i residenti.
Dalle prime ore della mattina del 29 giugno 2026, intorno alle 10, una densa colonna di fumo ha iniziato ad alzarsi dalla vegetazione, mentre il fronte del fuoco avanzava rapidamente favorito dalle alte temperature e dal vento. Per chi vive nella zona sono stati momenti di forte apprensione: c’è chi ha immediatamente chiamato i soccorsi, chi è rimasto immobile davanti alla scena e chi, addirittura, è stato svegliato dallo scoppiettio delle fiamme.
Come se non bastasse, il vento non era a favore della situazione: lunghe raffiche hanno alimentato l’incendio, rendendo ancora più difficile ai vigili che operavano nella zona di San Michele prevederne l’evoluzione. Le fiamme hanno continuato a divorare sterpaglie e vegetazione, avvolgendo la vallata in una fitta nube di fumo visibile anche dai comuni vicini.
Solo intorno alle 11:30 la situazione ha iniziato lentamente a migliorare. Il fumo ha cominciato a diradarsi e il fronte principale dell’incendio si è progressivamente spento nella zona in cui era divampato, lasciando però diversi focolai ancora attivi.
L’ARRIVO DEI SOCCORSI E LA PAURA DEI RESIDENTI
Tra i residenti, inevitabilmente, si è aperto il dibattito sulle possibili cause del rogo. «È sicuramente doloso», afferma un cittadino. «Dovrebbero iniziare a indagare seriamente sui terreni che bruciano. È troppo facile dare sempre la colpa al caldo: se le sterpaglie prendono fuoco è perché ci sono detriti che lo permettono oppure, peggio ancora, perché qualcuno decide di appiccare l’incendio».
Altri, invece, invitano alla prudenza. «Con il caldo atroce di questi giorni basta pochissimo perché le colline vadano a fuoco», sostiene un altro abitante, ricordando come le temperature elevate e la vegetazione secca rappresentino un rischio costante durante il periodo estivo.
Intorno a mezzogiorno sono arrivati i soccorsi per verificare la situazione nella vallata di Motta, dove gran parte dell’incendio era ormai esaurito spontaneamente, anche se alcune fiamme continuavano a bruciare tra la vegetazione. Poco dopo, il rogo si è completamente esaurito grazie all’intervento dei soccorsi e dell’elicottero antincendio, che ha effettuato numerosi lanci d’acqua sulle ultime porzioni di vegetazione ancora in fiamme. Il velivolo ha compiuto una continua spola con la Sila, dove prelevava l’acqua necessaria per contenere gli ultimi focolai rimasti attivi, consentendo così di mettere definitivamente in sicurezza l’intera area e scongiurare una possibile ripresa dell’incendio.
UN’EMERGENZA RICORRENTE
«Avevo sentito degli elicotteri», racconta un residente. «All’inizio pensavo fossero diretti altrove perché non vedevo niente, poi li abbiamo visti arrivare qui. Un elicottero faceva avanti e indietro dalla Sila per scaricare acqua sulle ultime fiamme ancora attive».
Una testimonianza che fotografa un’emergenza ormai ricorrente. Ogni estate la Calabria si ritrova a fare i conti con incendi che devastano il territorio, mettono a rischio abitazioni, compromettono l’ambiente e costringono uomini e mezzi a rincorrere le emergenze. Qualunque sia l’origine di questo rogo, resta la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e tutela del territorio, affinché ore di fuoco come quelle vissute — ancora una volta — nella vallata di Motta non diventino la normalità.
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