Sicilia

Il Palermo prende forma, ma c’è un dilemma in avanti

Era uno dei grandi dilemmi dei giorni che precedevano il ritiro, ma a scioglierlo ci ha pensato lo stesso Osti: il modulo con cui il Palermo scenderà in campo nel 2026/27 sarà il 4-2-3-1 e il mercato sarà improntato alla ricerca di giocatori che sappiano interpretarlo al meglio.

Non a caso i primi botti, che i rosa dovrebbero annunciare nei prossimi giorni, vanno proprio in quella direzione: ci sono però caselle completamente scoperte, come quella dell’esterno destro d’attacco, e altre dove manca un elemento di riserva (portiere, terzino sinistro, mezzala sinistra).

Il tutto senza dimenticare che alcuni giocatori, ovvero Magnani, Gyasi e Le Douaron, possono interpretare più ruoli: tutti e tre però trascorreranno il ritiro sotto la lente d’ingrandimento di Inzaghi, chiamato a valutare il contributo che potranno dare alla squadra.

La scelta del 4-2-3-1 rispetto al 4-3-3 è legata prevalentemente a due aspetti: gli esperimenti positivi visti con questo modulo nelle (poche) occasioni in cui è stato adottato da Superpippo e l’imprescindibilità della figura del trequartista.

Per quanto riguarda quest’ultimo il titolare designato è Palumbo, che alle spalle della punta dovrebbe essere più a suo agio (soprattutto in termini di assist, dopo i dieci del 2025/26) che da mezzala: a dargli il cambio sarà Hernani, che in quella posizione ha fatto davvero bene a Monza e che all’occorrenza può anche arretrare in mediana.

Maggiori gli interrogativi su come gli interpreti della retroguardia assimileranno il nuovo modulo: Pierozzi e Augello hanno già giocato in passato con il 4-2-3-1, ma rispetto alla scorsa stagione dovranno dedicare più attenzione alla fase difensiva rispetto alla spinta. L’arrivo di Cassandro va pure in questa direzione, mentre per la ricerca di un terzino sinistro ci vorrà più tempo…

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