Veneto

Calendario scolastico, Valdegamberi: «La Regione intervenga per evitare il caos tra scrutini e maturità»

 

 

Il calendario scolastico 2026-2027 approvato dalla Regione Veneto rischia di creare «un serio problema organizzativo» per le scuole. È l’allarme lanciato dal consigliere regionale di Futuro Nazionale, Stefano Valdegamberi, che chiede alla Giunta di intervenire rapidamente per evitare criticità nello svolgimento degli scrutini e degli esami di Stato.

Secondo Valdegamberi, la deliberazione della Giunta regionale n. 239 del 14 aprile 2026 fissa l’inizio delle lezioni al 10 settembre 2026 e la conclusione al 12 giugno 2027. Nel frattempo il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stabilito che le commissioni della maturità si insedieranno già lunedì 14 giugno, mentre la prima prova scritta è prevista per mercoledì 16 giugno.

Il consigliere evidenzia come, rispetto agli anni precedenti, il tempo a disposizione delle scuole per completare scrutini, adempimenti amministrativi e organizzazione degli esami si riduca drasticamente. Nel 2026, infatti, tra la fine delle lezioni e l’avvio degli esami trascorreva oltre una settimana, mentre nel 2027 resterà soltanto la giornata di domenica 13 giugno.

«Questo significherebbe dover svolgere gli scrutini di domenica, un’ipotesi evidentemente impraticabile», sostiene Valdegamberi. Anticiparli prima della conclusione delle lezioni, aggiunge, potrebbe inoltre esporre gli istituti al rischio di ricorsi, poiché fino all’ultimo giorno gli studenti hanno diritto a sostenere verifiche, interrogazioni e recuperare eventuali insufficienze.

Pur comprendendo la scelta della Regione di posticipare la conclusione dell’anno scolastico per introdurre alcune pause durante l’anno, il consigliere ritiene che questa decisione abbia prodotto «un effetto collaterale che oggi va corretto».

Per questo Valdegamberi invita la Giunta regionale ad aprire subito un confronto con l’Ufficio scolastico regionale e con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, valutando un eventuale aggiornamento del calendario scolastico o altre soluzioni organizzative che consentano di garantire il regolare svolgimento degli scrutini e degli esami di maturità.

«È necessario agire tempestivamente – conclude – affinché dirigenti scolastici, docenti e segreterie possano programmare con certezza le attività di fine anno, nel pieno rispetto delle norme e dei diritti degli studenti».

 

 


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