Toscana

No all’abbattimento del cedro del Libano

Grosseto. “Invio la presente per tentare di tutelare il verde pubblico di una storica area verde della città di Grosseto insistente su terreno demaniale, nello specifico una pianta tutelata, un maestoso esemplare di cedro del Libano, che si è sviluppato per oltre 50 anni e decine di metri facendo ormai parte del paesaggio dell’area svettando anche sopra i palazzi adiacenti e, soprattutto, in ottima salute, da un abbattimento almeno apparentemente illegittimo”.

inizia così una lettera che il dottor Lorenzo Carlesso, a nome dei residenti di via Lago di Varano, ha inviato alla nostra redazione

“Purtroppo non posso esimermi dall’usare il termine ‘apparentemente’ in quanto solo ieri ci è stato comunicato, dagli operai a lavoro sull’area, l’intenzione di abbattere tale pianta assieme a tutte le altre presenti indistintamente e nessuno ha potuto prendere visione di un’eventuale autorizzazione che ne legittimi l’abbattimento ma, da alcuni dei lavoratori presenti, la pianta è stata definita ‘pino’ e di lì sorge l’ulteriore dubbio dell’illegittimità dell’abbattimento per errata classificazione (cui prodest?), di vedere concretizzato un danno ad un bene storico che appartiene a tutta la cittadinanza e che ha impiegato decadi a raggiungere tale aspetto e valore (valore in quanto un cedro del Libano che supera i 15 metri, in zolla da ripiantare, può costare svariate migliaia di euro, visto anche che si parla di una pianta che al massimo cresce mediamente soli 20/30 centimetri all’anno) – continua la lettera –. L’area si trova nella zona adiacente il parcheggio della piscina comunale di via Lago di Varano e l’abbattimento sembra sia previsto a stretto giro, forse addirittura nella giornata di oggi (sabato 27 giugno, ndr), per cui, assieme agli altri abitanti della zona, abbiamo deciso di rivolgerci a voi”.

“Non siamo contro i lavori in corso ,né tantomeno contro un progetto, quando questo porta un miglioramento per la città e per i suoi abitanti, ma vorremmo impedire che per negligenza, od eventuali non meglio precisati interessi, possa essere abbattuto un gioiello storico del verde pubblico grossetano – termina la lettera – ed accertarci, prima che sia troppo tardi, che vi siano valide ragioni e regolari autorizzazioni per sopprimere una pianta tanto anziana e solenne”.


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