Of Monster And Men – Live @ Sequoie Music Park (Bologna, 25/06/2026)

Era la fine del 2011 quando chi scrive conobbe per la prima volta la musica degli Of Monsters And Men: il loro debutto full-length “My Head Is An Animal” era appena uscito per la minuscola label locale Record Records e la loro fama al di fuori dell’isola era praticamente nulla.
Qualche blog americano o canadese aveva pubblicato la recensione di un loro pezzo e, dopo aver recuperato chissà dove il loro album, scrivemmo un pezzo per un sito musicale oggi defunto.
Passarono pochi mesi e per i ragazzi islandesi arrivò il successo, la successiva ripubblicazione del loro esordio da parte della Republic Records nel 2012 e anche un tour mondiale che passò tra l’altro pure dall’Estragon Club di Bologna, dove ci capitò di vederli per la prima volta.
Ora gli LP nel loro carniere sono diventati quattro – “All Is Love And Pain In The Mouse Parade” ha visto la luce lo scorso ottobre – e finalmente la band originaria di Garðabær torna a passare anche dal nostro paese per ben tre date (ieri sera erano nell’increbile location dell’Anfiteatro Degli Scavi a Pompei, mentre domani saranno al Vittoriale a Gardone Riviera).
Oggi, invece, ci troviamo al Parco Delle Caserme Rosse per questo loro secondo appuntamento italiano: dobbiamo aspettare la fine del concerto di Ernia sul palco di fianco, quello del BOnsai, prima che il gruppo indie-folk islandese salga sul palco principale, quello del più grande Sequoie Music Park, quando le dieci sono passate già da dieci minuti.
Traendo ispirazione dalla vita personale dei membri della band, dalla loro famiglia, dalla comunità e dalle generazioni che li hanno preceduti, la co-cantante e autrice dei testi Nanna Hilmarsdóttir descrive la loro storia collettiva come parte della “Mouse Parade”, una narrazione condivisa che plasma il paesaggio emotivo dell’album.
Ad aprire la serata sono proprio due canzoni estratte dal loro lavoro più recente, che ovviamente sarà quello più citato nella loro setlist di oggi: “Television Love” non è solo romantica, ma è incantata e dolce: la sua crescita è graduale e solo nel ritornello, quando, dopo una lunga parte cantata dal co-frontman e chitarrista Ragnar Þórhallsson, interviene anche la voce di Nanna, l’intensità si alza con panorami sonori mai banali o scontanti, che ci ricordano qualcosa dei National di Matt Berninger: la tromba, suonata da Rakel, loro opening-act in alcune date di questo tour, è poi un’aggiunta che aumenta la qualità.
Bellissima anche la successiva “Dream Team” che ha un non so che di epico, mentre non manca l’intimità: le due voci si amalgano perfettamente creando magia e poesia, con il drumming di Arnar Rósenkranz Hilmarsson che arriva a raffica, disegnando invece atmosfere che sfiorano il post-rock.
Le sensazioni si fanno davvero intense e non puo’ certo mancare un brano come “King And Lionheart” dal loro primo LP, che scatena sin da subito uno dei tanti sentitissimi handclapping di questa sera da parte del pubblico bolognese: saranno le melodie, sarà una certa nostalgia per questa vecchia canzone, sarà la passsione delle voci di Nanna e Ragnar, saranno i cori squisitamente folk-pop, saranno le sonorità davvero speciali che gli Of Monsters And Men sanno creare, ma il momento è davvero speciale e irripetibile.
Per quanto riguarda il piano emotivo anche “Styrofoam Cathedral”, sempre dal nuovo disco, non è da meno, con grande intensità e atmosfere uniche e piene di intensità e ovviamente non viene a mancare l’handclapping dei fan emiliani.
E’ il piano, invece, a recitare la parte del protagonista in “The Block”, ricca di romanticismo e pervasa da una totale sensazione di intimità, mentre poco dopo ecco arrivare l’attesissima “Dirty Paws”, adrenalinica e irripetibile, cantata letteralmente da tutti i presenti: è difficile, forse impossibile, descrivere le emozioni che questo brano riesce a far scorrere sulle pelle e, allo stesso tempo, ci fa tornare in mente i primi Arcade Fire con quei suoi cori maestosi.
Ancora qualche passo in avanti ed ecco arrivare, altrettanto atteso, quel piccolo inno che è “Little Talks”, un susseguirsi di emozioni che fanno battere il cuore con una incredibile ricchezza e intensità strumentale, mentre Ragnar e Nanna si continuano ad alternare ai main vocals.
Ci pensa “Visitor”, decisamente più rockeggiante e potente rispetto ai pezzi che l’hanno preceduto, a chiudere il mainset.
Un paio di minuti e la formazione islandese torna sul palco per gli ultimi due pezzi: il piano e la chitarra acustica di “Fruit Bat” ci regalano un momento riflessivo e dolce. La tromba di Rakel e il drumming intenso non fanno altro che arricchire e impreziosire la tonalità del brano.
Una serata ricca di magia, atmosfere irripetibili, una voglia pop trascinante, tanta qualità e soprattutto un cuore enorme da parte degli Of Monsters And Men che hanno portato tutta la loro emotività anche nella calda afa dell’Emilia-Romagna: ci lasciamo travolgere volentieri da tutta questa bellezza.
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