Taglio Navebus, Civ Riviera di Pegli: “Una decisione che penalizza il ponente”

Genova. Il Civ Riviera di Pegli, anche attraverso il raccordo con Confcommercio Genova, esprime forte preoccupazione per la sospensione del servizio Navebus a partire dal primo luglio, nell’ambito delle misure di razionalizzazione previste dal piano di risanamento di Amt.
“Il Navebus non rappresenta soltanto un collegamento di trasporto pubblico: per Pegli è un’infrastruttura identitaria, turistica e commerciale, capace di unire il Ponente al centro città attraverso il mare, valorizzando una delle vocazioni più naturali del nostro territorio”, si legge nella nota del Civ.
“La decisione di sospendere il servizio – dichiara Raffaella Grasso, presidente del Civ Riviera di Pegli – rischia di produrre un danno concreto per residenti, lavoratori, visitatori e attività economiche. Pegli ha bisogno di essere collegata meglio, non di perdere collegamenti. In un momento in cui si parla tanto di mobilità sostenibile, turismo di prossimità e valorizzazione dei quartieri, cancellare il Navebus significa andare in direzione opposta”.
Il Civ comprende la complessità della situazione economico-finanziaria di Amt e la necessità di garantire la tenuta complessiva del trasporto pubblico locale ma ritiene indispensabile che scelte di questo impatto vengano condivise col territorio e accompagnate da soluzioni alternative.
“Non chiediamo provvedimenti irrealistici – prosegue Grasso – ma un confronto serio e urgente con Comune, Amt, Regione Liguria e municipio Ponente per valutare ogni possibilità: dalla rimodulazione delle corse, al mantenimento del servizio nei periodi di maggiore afflusso, fino a forme di compartecipazione o sostegno che consentano di non disperdere un patrimonio costruito negli anni”.
La sospensione del Navebus colpisce un quartiere che ha investito molto sulla propria attrattività, sulla passeggiata a mare, sulle attività commerciali, sugli eventi e sulla capacità di richiamare cittadini e turisti. Il collegamento via mare col Porto Antico è anche uno strumento di promozione della città nel suo insieme.
“Pegli non può essere considerata periferia da tagliare – conclude Grasso – ma una porta del Ponente e una risorsa per tutta Genova. Chiediamo che la sospensione non diventi una cancellazione definitiva e che si apra subito un tavolo per trovare una soluzione sostenibile e rispettosa delle esigenze del territorio”.




