Il colpo di calore nei gatti può essere letale: ecco quali sono i segnali da riconoscere per salvarli
Con l’ondata di caldo che sta colpendo il Regno Unito, i veterinari lanciano un nuovo allarme: il colpo di calore nei gatti non è un’eventualità rara e può diventare rapidamente letale. A riportarlo è il Mirror, e secondo gli esperti della PDSA, si tratta di una condizione “estremamente grave” che può portare a disidratazione severa, danni agli organi e, nei casi peggiori, alla morte. Il rischio maggiore non arriva tanto dall’attività fisica, quanto da situazioni molto comuni: gatti che si intrufolano o restano intrappolati in spazi chiusi e poco ventilati come serre, capanni da giardino o garage.
Il problema nasce quando la temperatura corporea supera la soglia critica. Normalmente un gatto si mantiene tra i 38,1 e i 39,2 °C, ma oltre i 40 °C la situazione diventa pericolosa. Da quel momento, spiegano i veterinari, possono innescarsi reazioni a catena molto gravi: “grave disidratazione, convulsioni, problemi di coagulazione del sangue, danni agli organi, coma e morte”.
A rendere la situazione ancora più insidiosa è il fatto che il peggioramento può essere rapido: più a lungo la temperatura resta elevata, più aumenta il rischio di esiti irreversibili. Per questo la raccomandazione è netta: intervenire subito e rivolgersi a un veterinario. Diversamente dai cani, i gatti raramente sviluppano colpi di calore per sforzo fisico. Nella maggior parte dei casi, sottolineano gli specialisti, il problema nasce durante momenti di riposo, quando l’animale si addormenta in un ambiente che si trasforma in una “trappola di calore”.
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