Tfa sostegno XI ciclo: tarda ad arrivare il decreto, ma gli atenei pubblicano i bandi. La FLC CGIL sollecita MIM e MUR a intervenire

La partita dei corsi di specializzazione per il sostegno si gioca su due tavoli separati.
Da un lato il Ministero dell’Università e della Ricerca, che il 14 aprile ha comunicato alle Università il fabbisogno stimato per l’XI ciclo, invitando gli atenei a esprimere il proprio potenziale formativo entro il 7 maggio. Dall’altro gli stessi atenei, che in molti casi hanno già diffuso avvisi e, in alcuni casi, veri e propri bandi di iscrizione, con tanto di scadenze per gli aspiranti. Nel mezzo, un vuoto: il decreto che autorizza l’avvio dei percorsi, quello che dà il via ufficiale alla macchina, non è stato ancora pubblicato.
A preoccupare non è solo il ritardo. Il sindacato FLC CGIL, in una nota, ha messo il dito su una discrepanza che rischia di minare l’efficacia dell’intero sistema: il fabbisogno stimato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, basato su dati regionali e per gradi di istruzione, non coincide con l’offerta formativa che molti atenei stanno mettendo in campo.
Il risultato, paventato dal sindacato, è che si potrebbero formare nuovi insegnanti di sostegno in settori già saturi, mentre resterebbero scoperti quelli dove la carenza è cronica, come la scuola dell’infanzia e la primaria.
Proprio ieri la FLC ha chiesto ai ministeri coinvolti di intervenire, sollecitando il MUR a pubblicare il decreto e a rispettare il fabbisogno previsto, evitando di bandire posti inutili nella secondaria di secondo grado.
Non è un dettaglio tecnico. Negli ultimi anni, i percorsi di specializzazione per il sostegno sono partiti con tempistiche compatibili con l’anno scolastico, permettendo ai docenti di usufruire dei permessi per il diritto allo studio e di conciliare le lezioni con il lavoro in classe. La stessa fluidità, per i corsi abilitanti, non c’è stata: ritardi pesanti hanno creato disagi e incertezze. Ora il rischio è che anche per il sostegno si ripeta lo stesso copione, con conseguenze su graduatorie, concorsi e organici.
Il sindacato ha chiesto un’accelerazione non solo per l’XI ciclo, ma anche per i percorsi abilitanti del 2026/27. “Bisogna garantire tempi certi – si legge nella nota diffusa dalla FLC – perché il personale scolastico non può rimanere sospeso tra scadenze che slittano e bandi che anticipano tutto”. L’obiettivo dichiarato è duplice: tutelare gli interessi dei lavoratori e non vanificare gli sforzi organizzativi delle scuole, che già faticano a coprire i posti di sostegno con personale adeguatamente formato.
La posta in gioco è alta. Con un’utenza di alunni con disabilità in crescita e una domanda di specializzazione che non accenna a diminuire, il sistema non può permettersi di sbagliare mira. Se i posti messi a bando non corrispondono ai bisogni reali, si rischia di spendere risorse pubbliche per formare docenti che poi non troveranno collocazione, mentre interi plessi resteranno scoperti. Una contraddizione che, secondo il sindacato, il MUR deve risolvere in tempi brevi, prima che le Università, spinte dalle proprie esigenze di programmazione, definiscano un’offerta che rischia di essere autonoma e scollegata dal fabbisogno nazionale.
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