Lega, cronista dell’Agi scrive un articolo sulle tensioni tra Zaia e Salvini: spostata agli esteri. Il Cdr: “Ragioni esterne all’agenzia”
Un articolo su un incontro tra Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia in cui quest’ultimo avrebbe fatto delle richieste precise per essere nominato vicesegretario: un congresso vero e la modifica dello statuto per far nascere un nuovo soggetto politico del Nord sul modello della Cdu e Csu bavarese. Un retroscena come molti altri che però non è piaciuto ai vertici della Lega e che sarebbe costato il trasferimento di Federica Valenti, storica cronista parlamentare dell’Agenzia Giornalistica Italia (Agi, di proprietà dell’Eni) che segue la Lega da sedici anni, dal 2010 prima a Milano e poi a Roma. A Valenti, cronista iscritta all’associazione stampa parlamentare, mercoledì è stato comunicato che presto sarà spostata alla redazione esteri ufficialmente in un’ottica di “riorganizzazione”.
In realtà a provocare il suo spostamento sarebbe stato un articolo di venerdì 5 giugno in cui Valenti raccontava di un vertice tra Salvini, Zaia e Giorgetti in vista del consiglio federale del 10 giugno. Una riunione importante vista la crisi della Lega e le fuoriuscite verso il partito di Vannacci, di voti e di parlamentari. Nell’articolo Valenti elencava le richieste del doge per diventare vicesegretario: “Zaia sarebbe stato netto nel chiedere a Salvini un passaggio congressuale – si leggeva – Non una assise elettiva, viene riferito ma un congresso finalizzato alla ‘modifica dello Statuto’ per dare vita a ‘nuovo soggetto politico’ che si occupi del Nord all’interno della Lega, sul modello della Csu bavarese, che è la costola regionale della Cdu nazionale in Germania”.
E ancora: “Un modello federale di partito, sostanzialmente, su cui convergerebbero anche il governatore lombardo Attilio Fontana e il segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo”. Inoltre, scriveva la cronista dell’Agi, Zaia poi avrebbe chiesto, “totale autonomia di spesa e di programmazione della campagna elettorale, oltre a garanzie sulle liste al Nord. La proposta di essere affiancato da Fedriga, inoltre, sarebbe sua”.
Passaggi che non sarebbero piaciuti ai vertici salviniani del partito in imbarazzo per la nuova leadership dell’ex governatore del Veneto. In queste settimane il leader della Lega ha negato con i fedelissimi la volontà di modificare lo statuto della Lega per evitare di dare troppo potere a Zaia. Tensioni che si sono manifestate pochi giorni dopo, il 10 giugno, al consiglio federale inizialmente convocato per fare le nomine dei vicesegretari e che, invece, si è trasformato in uno sfogatoio tra Nord e Sud e tra fedelissimi di Salvini e critici dell’assetto attuale del partito. Così prima la direttrice dell’Agi Rita Lofano avrebbe chiesto alla sua cronista di condividere tutti gli articoli con la direzione e poi, due settimane dopo, le avrebbe comunicato il suo trasferimento alla redazione Esteri.
Il comitato di redazione ha scritto un comunicato interno per chiedere spiegazioni sull’accaduto: “Il Cdr richiede un incontro urgente alla direzione, dopo la comunicazione fatta alla collega Federica Valenti del suo spostamento dal Servizio politico a quello esteri. Uno spostamento contrario agli interessi del corpo redazionale, considerando che si tratta di una collega che ha dimostrato negli anni il suo valore all’interno del servizio politico”. La collega, si legge ancora nella nota, “segue da molti anni le vicende della Lega, solo negli ultimi 3 mesi ha dato in anteprima la notizia della morte dello storico leader Umberto Bossi, poi ha scritto in esclusiva che l’attuale segretario Matteo Salvini ha chiesto di cambiare ministero e traslocare al Viminale, altra notizia ripresa da tutti i principali quotidiani”.
Il Cdr, conclude, “dunque vuole conoscere per quale motivo questa risorsa del servizio politico debba essere spostata altrove. Sarebbe singolare scoprire che in AGI si viene spostati di mansione perché si danno delle notizie in esclusiva, dovrebbe essere al contrario motivo di vanto. Sarebbe altrettanto singolare che gli spostamenti dí redattori da un servizio ad un altro fossero dettati da ragioni ‘esterne’ all’Agenzia”. La nota non è ancora stata diffusa pubblicamente per rispettare le dinamiche sindacali interne.
Il Fatto ha provato a contattare la direttrice dell’Agi Lofano ma senza ottenere risposta.
L’agenzia Agi, di proprietà dell’Eni e diretta fino al 2023 da Mario Sechi (poi diventato per un breve periodo portavoce di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi), negli ultimi mesi è stata al centro delle attenzioni per l’ipotesi dell’acquisto del deputato leghista Antonio Angelucci, proprietario delle cliniche private del centro Italia ed editore dei quotidiani di destra. Dopo una lunga battaglia del comitato di redazione e delle organizzazioni della stampa (il caso è arrivato anche in Europa) contro il totale condizionamento della politica si è deciso di non farne niente.
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