Arianna Pasini – Danza Gentile Sull’Orlo Di Una Tempesta
“Verso una casa” esordio di Arianna Pasini del 2024 era un disco di partenze e ritorni, casa come rifugio e speranza, mai prigione. “Danza Gentile Sull’Orlo Di Una Tempesta” realizzato con Fausto e Saverio Cigarini (Chiello, Lucio Corsi, Giorgio Poi) e prodotto insieme a Marco Giudici costruisce su quelle solide basi per raccontare l’odierno mondo fatto di precarietà, crisi climatiche e sociali.

Il dipinto ritratto in copertina è di Arianna Zama, si chiama “La storia dei cinesi convertiti dagli sputi” e molto racconta di un album dall’indole gentile e introspettiva, che cerca un centro di gravità permanente tra cantautorato e sperimentazione. Un invito alla riflessione, quello di “Intro”, ma anche una spinta a prendersi le proprie responsabilità dopo aver toccato il fondo.
Brani maturi e ben arrangiati tra chitarre acustiche, tastiere, fiati, archi che rendono vivida la narrazione di “Lunedì” e gli accordi di “Buio” in cui quella casa diventa labirinto e paura di perdersi. L’elettronica e le chitarre elettriche di “A galla” raccontano le sempre più frequenti tempeste e alluvioni da una diversa prospettiva, tra valzer psichedelici (“Come api”) e sensibilità.
“Danza Gentile Sull’Orlo Di Una Tempesta” ha la spontaneità dei film di Alice Rohrwacher, quella tensione tra il bisogno di andare espressa in “Migrazioni” e l’illusorio senso di protezione di “Alveare”, le difficoltà di guardare all’esterno di “Campi di ottone” e le melodie di “Coda” che spingono a resistere nonostante tutto in un’interpretazione molto personale tra indie pop e folk.
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