6 arresti della PolMetro tra Termini e Colosseo
Le banchine affollate della metropolitana trasformate in torrette di avvistamento, la calca dei vagoni usata come scudo invisibile e il momento esatto della chiusura delle porte sfruttato come ghigliottina temporale per bloccare le vittime e scappare.
Era questo il sofisticato e collaudato modus operandi smantellato dagli agenti della Polizia di Stato del Nucleo PolMetro, che nell’ultimo fine settimana hanno blindato le linee sotterranee della Capitale.
Il bilancio della maxi-operazione descrive una vera e propria caccia all’uomo tra i corridoi e i bus della superficie: sei persone sono finite in manette, gravemente indiziate, a vario titolo, di furto aggravato, rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Il “passamano” sincronizzato a Colosseo e Termini
I primi quattro arresti, i più significativi per comprendere le dinamiche del fenomeno, sono scattati tra le stazioni ad altissima densità turistica di Termini e Colosseo.
Qui le manette sono scattate per quattro donne di origine bosniaca e croata, colte in flagranza mentre mettevano in atto una tecnica coreografica quasi teatrale.
La tecnica della “bolla”: Mentre la prima complice si posizionava davanti alla vittima prescelta (quasi sempre turisti stranieri con zaini in spalla), rallentandone il passo e creando una finta calca, la seconda entrava in azione alle spalle.
Con dita chirurgiche apriva le cerniere, sfilava il portafogli e lo lanciava immediatamente a una terza complice ferma sulla banchina, spezzando la catena della prova e rendendo vano l’eventuale controllo visivo della vittima.
Il giochino è saltato quando i poliziotti in borghese della PolMetro, mimetizzati tra i pendolari, hanno seguito l’intera scena passo dopo passo, bloccando le donne un istante prima che le porte del vagone si chiudessero, sigillando la loro fuga.
L’effetto “imbuto” sul bus e la rissa al market di via Cavour
I controlli non si sono limitati ai binari sotterranei. Poco distante, nei pressi della fermata Repubblica, un cittadino romeno con una lunga lista di precedenti specifici è stato sorpreso a bordo di un autobus di linea. L’uomo aveva preso di mira la pedana d’accesso del mezzo pubblico, sfruttando il naturale “effetto imbuto” dei passeggeri che si accalcavano per salire.
Mentre un utente cercava di farsi largo, il borseggiatore gli ha sfilato il portafogli dalla tasca posteriore dei pantaloni, ma è stato bloccato a terra dagli agenti prima di poter scendere.
L’ultimo arresto, decisamente più movimentato, si è consumato invece all’esterno dello scalo ferroviario, in via Cavour. Un giovane di origini marocchine è stato intercettato dalle pattuglie mentre fuggiva a perdifiato da un supermercato della via.
Il ragazzo aveva appena razziato della merce dagli scaffali e, per guadagnarsi la fuga, non aveva esitato a scagliarsi con violenza prima contro l’addetto alla sicurezza del negozio e, subito dopo, contro i poliziotti intervenuti per sbarrargli la strada.
Dopo una violenta colluttazione, il giovane è stato ammanettato con le accuse di rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Tutti e sei gli arresti eseguiti nel quadrante centrale della Capitale sono stati formalmente convalidati dall’Autorità Giudiziaria nel corso dei processi per direttissima.
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