Lazio

occhi sulle metro e radio attive anche nei tunnel sotterranei

Un cervello tecnologico di ultima generazione nel cuore della Capitale, progettato per gestire la complessa macchina dei soccorsi di una metropoli da oltre tre milioni di abitanti.

È stata inaugurata ieri a Roma la nuova sala operativa del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.

Una struttura completamente rivoluzionata nell’architettura digitale e nelle dotazioni, pensata per abbattere i tempi di risposta e potenziare il coordinamento dei cinquantamila interventi che ogni anno investono il territorio romano.

La nuova centrale – centro nevralgico della sicurezza cittadina – è stata intitolata alla memoria di Marco Faggioli, stimatissimo sostituto direttore antincendio capo, scomparso prematuramente.

Salto quantico per la sicurezza: telecamere della metro integrate

Il restyling non è una semplice operazione di facciata o di arredo degli spazi di via Genova. Il progetto introduce innovazioni radar e informatiche finora inedite.

La novità più rilevante è l’integrazione nei maxischermi della sala dei collegamenti diretti con le telecamere di videosorveglianza di tutte le stazioni della metropolitana di Roma.

Questo consentirà agli operatori, in caso di fumo, guasti o banchine affollate, di visualizzare lo scenario in tempo reale ancora prima dell’arrivo delle squadre sul posto.

Un altro passo in avanti fondamentale riguarda la blindatura delle comunicazioni radio. I nuovi apparati d’istituto sono stati potenziati per garantire la ricezione del segnale anche all’interno delle gallerie sotterranee profonde, storicamente uno dei punti ciechi più pericolosi e complessi per i Vigili del Fuoco durante le operazioni di evacuazione e spegnimento.

I vertici istituzionali: «Roma modello per l’Italia»

«Da questa stanza passa ogni singola richiesta di aiuto dei romani ed è qui che si decide la strategia per battere il tempo», ha spiegato il comandante provinciale Adriano De Acutis durante il taglio del nastro, evidenziando l’importanza di avere dati certi nell’anno dei grandi eventi internazionali.

Alla cerimonia ha preso parte il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, che ha inquadrato la centrale come un pilastro fondamentale per la gestione della sicurezza:

«Le tecnologie più avanzate devono essere messe subito a disposizione di professionisti che ogni giorno affrontano situazioni al limite, specialmente in un periodo cruciale per la Capitale tra la gestione dei grandi flussi turistici e i presidi straordinari legati al Giubileo».

Il capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Attilio Visconti, ha descritto la sala romana come il simbolo visibile di una mutazione genetica del Corpo, fatta di digitalizzazione e nuove competenze.

A chiudere gli interventi è stato il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, che ha annunciato come il modello Roma farà da apripista a un piano nazionale di ammodernamento strutturale.

Il Viminale ha infatti già stanziato un fondo straordinario da oltre 40 milioni di euro che, nel quinquennio compreso tra il 2027 e il 2031, finanzierà il rinnovo tecnologico di circa cinquanta sale operative in tutta Italia, uniformando gli standard di soccorso del Paese a quelli della nuova centrale capitolina.

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