Atti vandalici in chiesa. Parroco, sindaca e comunità islamica fanno fronte comune: “Azioni intollerabili”

Si fa corale e arriva da più parti l’appello a non “minimizzare o tollerare azioni che, prima ancora di colpire un luogo o un simbolo religioso, danneggiano la convivenza di tutti”. Il caso è quello della chiesa della Collegiata di Lugo chiusa nei giorni scorsi da don Leonardo Poli dopo una lunga serie di atti vandalici.
Oltre al parroco, a firmare una lettera congiunta sono anche la sindaca Elena Zannoni e Kareem Oshoala, rappresentante della comunità islamica della città.
“Quello che ci accomuna è la volontà di preservare il benessere, la sicurezza e la stabilità dell’intera comunità lughese. Per questo biasimiamo e stigmatizziamo con fermezza gli atti compiuti da alcuni giovani all’interno della chiesa della Collegiata. Sono gesti che non possono essere minimizzati né tollerati. Davanti a quanto accaduto, intendiamo fare fronte comune e rafforzare, ciascuno per il proprio ruolo, quel presidio educativo che deve prevenire e intervenire laddove evidentemente è mancato. L’unità di una comunità permette di accompagnare, correggere ed educare i disagi che la fragilità genera in gesti di violenza. Nessuna religione invita a distruggere i simboli o i luoghi di culto di un’altra confessione. Quando accade, siamo di fronte a distorsioni e interpretazioni dell’uomo, non agli insegnamenti della fede”.
“Violenza, vandalismo, abuso e sopraffazione – prosegue la lettera – non appartengono al vivere insieme. Le nostre comunità si riconoscono invece nella convivenza, nella pace, nel rispetto reciproco, nel contrasto all’odio e nella solidarietà. È su questi valori che vogliamo costruire il nostro impegno comune. Desideriamo mettere in campo tutte le energie e le risorse a nostra disposizione: dai servizi sociali ed educativi al dialogo con le famiglie, dal coinvolgimento delle comunità al sostegno di altre ragazze, ragazzi e insegnanti. Perché quando le persone si assumono insieme la responsabilità del bene comune, possono essere la risposta più forte all’ingiustizia e alla marginalità”.
“Occorrono un lavoro quotidiano, educativo e consapevole, la presenza di adulti e la responsabilità di tutta la comunità – dichiara Don Leo –. Con aiuto allo studio, doposcuola, progetti per le medie di scuola-lavoro e attività ricreative di aggregazione guidata”.
“La comunità islamica esprime la più ferma condanna dell’atto vandalico compiuto – aggiunge Kareem Oshoala –. Violenza e vandalismo non sono il frutto di nessuna religione, etnia e cultura. Questo rappresenta una ferita dell’intera cittadinanza che tuttavia non deve diventare una spaccatura nell’armonia della comunità. È doveroso che ciascuno di noi, in diversi ambiti, si impegni educativamente affinché episodi simili non si verifichino più”.
Netta anche la presa di posizione della sindaca Zannoni. “Siamo pronti a fare la nostra parte, mettendo al tavolo i nostri servizi sociali ed educativi, insieme alla volontà già espressa di potenziare il presidio del territorio. Quando parliamo di ragazzi che potrebbero essere ancora alle scuole medie, darli per persi sarebbe un fallimento per tutti. Dovranno comprendere e assumersi la responsabilità delle proprie azioni, ma allo stesso tempo avere l’opportunità di essere accompagnati e sostenuti da un percorso educativo. Vogliamo che Lugo resti unita e sia davvero ‘il villaggio che fa crescere i bambini’”.
“Non ci sono spazi per minimizzare o tollerare azioni che, prima ancora di colpire un luogo o un simbolo religioso, danneggiano la convivenza di tutti – conclude la lettera – e danneggiano anche quella grande parte della popolazione straniera o di seconda generazione che vive a Lugo nel rispetto delle regole, è integrata e partecipa ogni giorno alla vita economica, sociale e civile della nostra città. Non diamo per perso nessuno, ma senza sconti sul rispetto delle regole della convivenza civile”.
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