17enne preso a calci e pugni, i due amici immobilizzati dal branco a Senigallia
SENIGALLIA Tre amici chiacchierano sul muretto del lungomare Alighieri, godendosi il fresco della notte tra risate e battute spontanee. All’improvviso, un momento di spensieratezza si trasforma in un incubo: un branco di giovani sale dalla spiaggia, vietata dopo la mezzanotte. Due dei ragazzi vengono immobilizzati dai sodali della banda, mentre gli altri si scagliano violentemente contro il terzo, un 17enne. Il motivo di tanta ferocia? Aver semplicemente sorriso.
La scintilla
Una scintilla banale e assurda che ha scatenato la furia del gruppo, sfociata in spintoni, calci e pugni.
A lanciare con fermezza l’allarme è Claudio Pompei, titolare dello stabilimento balneare Bagni Licia. E’ successo nella notte tra lunedì e martedì. Il balneare, inoltre, ha dovuto fare i conti anche con i pesanti danni materiali causati dal gruppo sul proprio arenile. «Era seduto sul muretto insieme ai suoi amici – racconta Claudio Pompei -, se ne stava lì tranquillo e beato alle 4 di notte a ridere e scherzare. All’improvviso sono saliti dalla spiaggia cinque o sei ragazzi insieme a delle ragazze. Sono arrivati con il classico pretesto attaccabrighe, affrontandolo: Cosa ti ridi? Da lì sono partiti subito gli spintoni. Alcuni tenevano fermi gli altri due amici del giovane per impedire che intervenissero, mentre in tre o quattro hanno infierito pesantemente su di lui». All’improvviso, dopo avergli dato una lezione, si sono dileguati.
«Al ragazzo è andata bene nella sfortuna – aggiunge Pompei – se l’è cavata con ematomi, abrasioni ed escoriazioni. Io gli ho consigliato di andare al Pronto soccorso per farsi refertare e di sporgere denuncia, in modo che i controlli delle forze dell’ordine si spostino un po’ anche verso le zone periferiche». La riviera è talmente vasta che è impossibile essere ovunque tutte le sere ma dalle periferie, questo stabilimento si trova al confine con il lungomare Da Vinci del Ciarnin, chiedono più controlli.
«Queste bande girano armate di coltelli – prosegue – lo so per certo perché qualche mattina fa mi sono trovato alcuni lettini e ombrelloni tagliati. E’ andata bene che non li abbiano usati per il ragazzo aggredito». Il motivo per cui ha insistito, affinché sporgesse denuncia, è proprio perché un episodio così grave, se non viene registrato tramite una querela, per le forze dell’ordine è come se non fosse esistito. Al momento, proprio perché non ha riportato ferite gravi, il giovanissimo e la famiglia hanno preferito soprassedere. Forse per il timore di nuove ripercussioni da parte del gruppo di teppisti rissosi, che potrebbero vendicarsi ulteriormente.




