è stata una spedizione punitiva. L’80enne pesarese Giancarlo Fossi sfrattato domani dal giudice. I due precedenti. «Avrebbe potuto uccidere»
CIVITANOVA Domani mattina Giancarlo Fossi, l’80enne pesarese che venerdì mattina ha esploso due colpi di fucile contro la vetrata della Domus Aurea a Civitanova, comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida. L’uomo era stato arrestato al casello dell’A14 a Pesaro dalla Squadra Mobile e portato al carcere di Villa Fastiggi. A chiamare la polizia era stato lui stesso mentre tornava verso casa a bordo della sua Renault.
L’accusa
L’arresto era scattato per il porto abusivo e per la detenzione illegale dell’arma, un fucile a canne mozze con matricola abrasa. Difeso dall’avvocato Marco Defendini, Fossi dovrà poi rispondere anche di danneggiamento aggravato, il reato che gli viene contestato dalla Procura di Macerata per i fatti commessi a Civitanova. Al centro di quella che è stata una vera e propria spedizione punitiva, lo sfratto previsto per il 30 giugno.
L’anziano, originario di Marotta, occupava un immobile a Pesaro in via Pepe, nel quartiere di Pantano, di proprietà di Mattia Rinaldi, titolare della Domus Aurea, una società di servizi che si occupa di gestione e amministrazione immobiliare. Nei suoi confronti era stata avviata una procedura di sfratto per morosità, tre mesi fa un dipendente della Domus Aurea e l’avvocato dello studio Formica che seguiva il procedimento si erano recati all’abitazione per notificargli lo sfratto e in quella circostanza avrebbe reagito minacciandoli. Per il prossimo 30 giugno era previsto l’intervento dell’ufficiale giudiziario per il rilascio dell’immobile.
Il precedente
Da quanto emerso l’80enne, ex commerciante all’ingrosso di vini, 30 anni fa aveva sparato a due agenti immobiliari di Marotta e ad un ufficiale giudiziario che si erano presentati in quella che non era più casa sua.
Ma non solo. Undici anni dopo venne fermato al casello dell’A14 a Rimini e denunciato. Era stato trovato a bordo di un’auto presa a noleggio mesi prima e non restituita nei tempi previsti. Poi nulla fino a venerdì scorso quando di buon mattino aveva caricato sulla Renault il fucile con matricola abrasa e da Pesaro era partito in direzione di Civitanova.
Una volta raggiunta via Carducci (la statale Adriatica) ha parcheggiato il mezzo, ha preso il fucile, ha percorso la rampa di scale che porta alla sede della Domus Aurea e dopo essersi avvicinato all’ingresso ha esploso due colpi contro la vetrata, uno ha provocato un grande foro nella parte alta, l’altro invece è stato diretto verso la parte bassa. Solo una fortunata coincidenza ha evitato che il gesto provocasse conseguenze tragiche. In corrispondenza del foro prodotto nella parte bassa ci sono due divanetti rossi dove si siedono i clienti in attesa. «Se ci fosse stato qualcuno avrebbe potuto ucciderlo», aveva raccontato nell’immediatezza Rinaldi, tutelato dall’avvocato Pietro Antonio Siciliano.




