Arbitro morto nell’incidente, parla il guidatore arrestato: “Ho bevuto solo una birra e un cocktail”
Matteo Fogliato era uscito con gli amici a festeggiare il suo compleanno e stava tornando da Chieri: «Non ero ubriaco, ho bevuto solo una birra e un cocktail» si è giustificato l’automobilista di Trofarello, che ha compiuto 31 anni giovedì. Cioè quando è arrestato per l’omicidio stradale di Samuele Ripa, arbitro di 22 anni, residente a Nole: aveva un tasso alcolemico di 0,99 grammi per litro di sangue, quasi il doppio del consentito, e non avrebbe potuto guidare l’auto piombata sulla Ford Focus di Ripa. La Mercedes Classe A Amg, infatti, aveva la targa di prova, che non consente l’uso privato. Una delle ipotesi è che l’abbia “presa in prestito” nella carrozzeria dove lavora a Torino, visto che non è intestata a lui.

L’auto della vittima dopo l’incidente
Di certo Fogliato è un appassionato di auto e di corse, come dimostrano i suoi profili social. Ma, durante l’udienza di convalida di ieri in carcere, ha detto: «Non ricordo bene ma penso che andassi a 70 all’ora» si è difeso, assistito dall’avvocato Cristina Lavezzaro. Poi ha aggiunto: «Entrambi ci siamo allargati all’altezza di un dosso che ostruisce un po’ la visuale».


La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri di Chieri e della pm Giulia Rizzo. Ripa stava rientrando a casa dopo aver arbitrato tre partite della To Cup, torneo di calcio a 7 al campo sportivo del San Giacomo. Era appena partito quando la sua auto si è scontrata con la Mercedes in strada Fontaneto: Fogliato è rimasto illeso, i suoi due amici hanno riportato ferite lievi mentre il 22enne, incastrato nell’abitacolo ed estratto dai vigili del fuoco, è morto poco dopo all’ospedale di Chieri. «Sono distrutto – si è scusato il 31enne, accusato di omicidio stradale e guida in stato d’ebbrezza – La tragedia di quel ragazzo, è molto più grave del fatto che io sia in carcere».
La pm Rizzo ha chiesto la convalida dell’arresto e i domiciliari mentre l’avvocata Lavezzaro spera che il suo assistito torni in libertà. La giudice Paola Vetro si è riservata la decisione.
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