La polemica sull’audio di Trump, il giornalista di La7 racconta: lui ha voluto parlare di Meloni
È stata la Casa Bianca che «mi ha chiesto» di non divulgare l’audio dell’intervista in cui Donald Trump ha criticato la premier Giorgia Meloni. Daniele Compatangelo, il giornalista di La7 che al telefono ha raccolto le parole del presidente americano, contattato dall’ANSA chiarisce i motivi per cui la sua rete non ha pubblicato la registrazione del colloquio.
«Ieri sera intorno alle 18.30 l’ho chiamato perché avevo bisogno di un chiarimento sull’Ucraina», per chiedergli se un suo futuro ingresso nell’Ue avrebbe creato problemi nei negoziati con la Russia, ha raccontato Compatangelo.
«E’ stato lui a voler parlare della presidente del consiglio. Ha spontaneamente tirato fuori l’argomento dell’incontro con Meloni e ha voluto raccontare la sua esperienza. Lui ha voluto parlare spontaneamente, spesso comunica in questo modo», ha aggiunto.
La polemica politica in Italia è montata sull’assenza dell’audio originale della conversazione telefonica e sull’espressione «mi ha fatto pena» rivolta dal tycoon a Meloni. Trump ai microfoni di La7 – spiega Compatangelo – ha detto «I felt sorry for her», espressione che è «molto più aggressiva” rispetto a ‘I’m sorry for her’ e che va tradotta appunto con «mi fa pena», ha messo in evidenza il giornalista sul sito della rete.
Ad aprire il caso sull’audio è stato invece il senatore della Lega, Claudio Borghi. «Stiamo cominciando a scoprire che nella telefonata fra Trump e Meloni la storia del ”mi fa pena” non esiste ed è una traduzione de La7», ha attaccato il senatore, chiedendo l’audio «originale con esatto tono e parole. Ma passiamo ore davanti al Var per Cremonese-Lecce e non controlliamo cosa dicono davvero per relazioni internazionali?»
La Casa Bianca ha delle direttive non scritte che chiedono che «queste telefonate non vengano diffuse con audio originale, ma siano semplicemente trascritte. Oppure che venga raccontato quello che si è detto privatamente senza divulgare l’audio: è un nuovo modo di comunicare che ha scelto la Casa Bianca e lo fanno con alcuni giornalisti», ha sottolineato Compatangelo, precisando che la prassi vale «anche per Fox News e per canali conservatori molto vicini al presidente».
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