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Chiamate luce e gas vietate senza consenso: la nuova norma 2026




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Da oggi, 19 giugno 2026, chi vuole proporvi un nuovo contratto di fornitura di luce o gas al telefono deve prima avere il vostro consenso esplicito. Senza quel consenso, la chiamata è illegittima e il contratto eventualmente concluso è nullo per legge. È una norma attesa da anni, e finalmente è in vigore. Il problema è quello che manca, in quanto le telecomunicazioni restano fuori.

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Come funziona la nuova regola

La norma nasce come emendamento al decreto Accise e amplia quanto già previsto dal decreto Bollette di aprile. Gli operatori energetici non possono più contattarvi liberamente per proporre offerte: servono il vostro via libera preventivo.

Se qualcuno lo fa lo stesso e voi firmate qualcosa, quel contratto non vale niente. L’onere di dimostrare che il contatto era legittimo ricade sull’operatore, non su di voi.

Il servizio Contratto nullo di Consumerismo No Profit

L’associazione Consumerismo No Profit ha lanciato il servizio Contratto nullo: se ricevete una chiamata non autorizzata e vi ritrovate con un contratto attivato, potete inviare una segnalazione tramite il sito dell’associazione per verificarne la legittimità.

Il presidente Luigi Gabriele ha dichiarato che il riconoscimento della nullità dei contratti e l’attribuzione dell’onere della prova all’operatore rappresentano strumenti potenzialmente molto efficaci.

L’esclusione delle telecomunicazioni e le proteste

Come anticipavamo, il nodo della questione è l’esclusione delle Tlc. L’emendamento che avrebbe esteso il divieto anche agli operatori telefonici era stato approvato il 10 giugno in Commissione Finanze al Senato, ma alla Camera è stato eliminato.

Il risultato di tutto questo è che, chi vi chiama per proporvi un piano tariffario o una fibra, può ancora farlo senza il vostro consenso, mentre chi vuole vendervi il gas no. Questo crea un’asimmetria competitiva concreta che penalizza chi arriva all’energia da altri settori.

Le reazioni, dunque, sono state dure. Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, ha protestato contro la scelta di escludere le telecomunicazioni. Anche l’Adoc ha definito la decisione contraria a ogni principio di democrazia e soprattutto di tutela dei consumatori. Vedremo come il tutto si evolverà nelle prossime settimane.


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