Divieto social in Australia, blocchi aggirati: 7 adolescenti su 10 eludono i controlli

A sei mesi dall’introduzione del blocco nazionale dei social media per gli under 16, la legge in Australia si sta scontrando con la realtà tecnologica.
L’indagine condotta dal New York Times rivela infatti che la normativa ha ampiamente mancato il suo obiettivo principale, faticando a tenere gli adolescenti lontani dalle piattaforme.
I dati dell’agenzia e i trucchi dei ragazzi
I numeri ufficiali confermano il fallimento iniziale della stretta. Secondo i dati dell’agenzia governativa eSafety Commission riportati dal quotidiano statunitense, sette genitori su dieci hanno dichiarato che i figli adolescenti continuano a navigare regolarmente sui servizi soggetti a restrizione.
I ragazzi hanno raccontato al giornale i loro metodi per eludere i controlli informatici. Le tecniche spaziano dalla creazione di account con date di nascita false, fino all’uso di profili dei fratelli maggiori o dei genitori. C’è persino chi ricorre a stratagemmi fisici per ingannare i sistemi, arrivando a: “disegnarsi dei baffi sul viso per la scansione della stima dell’età”.
Le testimonianze dirette delle famiglie
Nelle case australiane la sensazione diffusa è che la legge non abbia sortito effetti evidenti sui teenager. Una madre quarantaduenne intervistata dalla testata americana, ad esempio, ha confermato che il figlio tredicenne e la figliastra quindicenne continuano a usare liberamente rispettivamente Instagram e Snapchat: “I ragazzi ci ridono su, ‘Che scherzo, non ci hanno tolto da niente’ […]. Non conosco una sola persona che abbia perso un account”.
Dello stesso avviso è anche una quindicenne di Canberra, che naviga ancora su TikTok e racconta come i coetanei precedentemente espulsi dalle app siano riusciti a rientrare con facilità: “Mi sento come se non fosse cambiato nulla quel giorno”.
Indagini e sanzioni per le aziende tecnologiche
Per cercare di far rispettare il divieto, il governo ha puntato il mirino direttamente sui colossi del web. La normativa scarica il peso dei controlli sulle piattaforme, che ora affrontano il rischio di pesantissime sanzioni economiche.
Attualmente, la eSafety Commission sta portando avanti indagini per mancata conformità su cinque applicazioni specifiche: Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube. Le società tecnologiche che non si adeguano ai sistemi di verifica dell’età rischiano multe fino a 34,8 milioni di dollari statunitensi.
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