Catanzaro, Turati la scelta in panchina
Marco Turati è virtualmente il nuovo allenatore del Catanzaro. Manca solo l’ufficialità di una scelta compiuta nel pomeriggio di ieri, quando il presidente Floriano Noto e il direttore sportivo Ciro Polito hanno rotto gli indugi con il quarantaquattrenne reduce da due stagioni al Siracusa.
Turati sta dunque per diventare il quarto tecnico in quattro anni per i giallorossi, che dal punto di vista degli inquilini in panchina non sono mai riusciti a dare continuità, al contrario di quanto successo sul piano del gioco e dei giocatori.
Turati, lombardo di Lecco, non era certamente la prima soluzione cui avevano pensato i vertici societari, che almeno fino a mercoledì hanno provato a convincere Guido Pagliuca a preferirli al Cesena: non c’è stato niente da fare (Pagliuca non ha voluto rimangiarsi la parola già data nonostante i romagnoli non l’abbiano ancora fatto firmare) e così Polito ha cambiato completamente profilo.
Non un tecnico già testato nel mare mosso della Serie B, che fosse Mignani o più giovane come Andreoletti o Gorgone, ma uno alla prima esperienza in assoluto.
Il Siracusa è stato la sua unica squadra da capo allenatore. Turati ha vinto al primo colpo il campionato di Serie D, riportando i siciliani fra i professionisti, però quest’anno non è riuscito a evitare la retrocessione, causata forse in modo preponderante dai problemi del club aretuseo che hanno portato in dote ben undici punti di penalizzazione (senza i quali avrebbe giocato il playout) e tutti gli annessi e connessi di una società inesistente. La capacità con cui ha tenuto unito il gruppo nelle difficoltà è una delle qualità che gli vengono riconosciute.
Ritmo e intensità sono le altre caratteristiche della sua proposta, che a Siracusa snocciolava attraverso un 4-2-3-1 o un 4-3-3. L’anno scorso ha iniziato con una linea difensiva molto alta, poi ha virato su un baricentro un po’ più basso e un atteggiamento un po’ più pragmatico. Un’impronta forte su di lui non può non averla lasciata la lunga parentesi da collaboratore tecnico di Vincenzo Italiano, con cui ha lavorato per ben cinque stagioni, prima nello Spezia che ha fatto il salto dalla B alla Serie A con salvezza allo spareggio (2019-2021), poi alla Fiorentina (dal 2021 al 2024). Rapporto che evidentemente è rimasto forte considerato che nelle scorse settimane una delle ipotesi per Turati era il ricongiungimento con Italiano se fosse rimasto al Bologna (poi è volato al Besiktas, una delle tre grandi di Turchia). L’altra possibilità di mercato era l’interesse dell’Empoli, che diverse volte in passato ha pescato dalle categorie inferiori per la sua panchina.
Ex difensore di B e C fra Verona, Cesena, Grosseto, Ancona, Modena, Lecco e il Siracusa dove ha finito di giocare, Turati ha il patentino Uefa A, quello che consente di essere capo allenatore fino alla Serie C e di fare il vice nelle due categorie superiori: può andare in deroga se sta frequentando il master di Coverciano, meglio conosciuto come “supercorso”, per ottenere la licenza Uefa Pro, altrimenti a figurare da capo allenatore dovrà essere un elemento dello staff in possesso del patentino previsto.
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