Trasimeno, il commissario rassicura sulle risorse ma sui poteri in deroga si naviga a vista

Risorse e poteri commissariali. È ruotato essenzialmente intorno a questi due temi il vertice sul lago Trasimeno che si è tenuto martedì a Passignano. Intorno a un tavolo il commissario nazionale straordinario per l’emergenza e la crisi idrica Fabio Ciciliano, la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessora regionale Simona Meloni, il sindaco della città Sandro Pasquali e quelli degli altri Comuni del Trasimeno con il presidente dell’Unione che li raggruppa. Un incontro essenzialmente interlocutorio, anche perché il mandato di Ciciliano – nominato all’inizio di aprile – scadrà salvo rinnovi il 30 di giugno.
Le risorse Il primo dossier sul tavolo è quello, decisivo, delle risorse, anche «non riusciamo a sostenere da soli i costi» come ha spiegato nel corso del vertice Proietti. I capitoli sono diversi. Ciciliano ha spiegato che i 2 milioni che dovranno essere stanziati dal governo arriveranno con un decreto della presidente del Consiglio dei ministri, attualmente però fermo in Ragioneria generale; soldi che saranno impiegati a seconda delle diverse priorità. Il commissario ha poi assicurato che gli altri 4,7 milioni di euro in programma saranno anticipati al 2027, più altri 600mila euro nel 2028.
I poteri L’altro punto chiave è quello dei poteri commissariali, e quindi straordinari, per gestire le manutenzioni (dalle pulizie ai dragaggi) contenendo e semplificando i passaggi burocratici: su questo punto però, in discussione da molti anni e fortemente richiesto dal territorio, Ciciliano ha ricordato che ci sono dei limiti normativi, come quelli stabiliti dall’UE, e non solo; insomma, la strada è in salita. Regione e Comuni hanno comunque chiesto un rafforzamento delle risorse e la possibilità di procedere con delle deroghe per molte manutenzioni.
I commenti Durante il vertice Proietti ha ribadito che il Trasimeno continua a essere una «priorità» per la Regione, una «emergenza» che vuole affrontare «in maniera strutturale» perché «serve una terapia d’urto a una situazione ereditata da troppi anni». E proprio perché si tratta di una emergenza, la presidente ha ribadito la richiesta di un «impegno anche economico del Governo». «Questo è un lago – ha detto Meloni – che non ha immissari e ha bisogno della pioggia, di acqua. Per questo abbiamo lavorato per l’adduzione da Montedoglio. C’è poi bisogno di manutenzione sui canali e di lavorare sul reticolo. Sono 20 anni che non si facevano i dragaggi. È necessario passare da una manutenzione straordinaria e una ordinaria e rendere questo territorio il più vivibile possibile sia da un punto di vista turistico sia economico». «Se vogliamo salvare il lago – ha detto invece Ciciliano – bisogna far arrivare l’acqua; occorre una soluzione strategica tra Regioni, ragionando sia nell’immediato che in prospettiva».
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