Lazio

restano solo 16 carrozze, il Campidoglio accelera per l’addio definitivo

C’è stato un tempo in cui il ritmico ticchettio degli zoccoli sui sanpietrini faceva parte della colonna sonora immateriale della Capitale.

Oggi, quell’immagine da cartolina ottocentesca appare sempre più scollegata dalla realtà di una metropoli moderna e surriscaldata.

Le storiche botticelle romane, le carrozze trainate dai cavalli che per generazioni hanno scarrozzato re, attori e milioni di turisti tra il Colosseo e Fontana di Trevi, stanno vivendo la stagione del loro definitivo tramonto.

I numeri del censimento comunale parlano chiaro: a Roma ne restano soltanto sedici in attività, meno della metà rispetto alla flotta che presidiava il Centro Storico fino a pochi anni fa.

Una transizione lenta, ma inesorabile, dettata da una profonda evoluzione culturale e, soprattutto, dall’emergenza climatica.

L’Asfalto Rovente e il Ruolo della Garante degli Animali

A riaccendere i riflettori sul destino degli ultimi cavalli da carrozza sono state le recenti dichiarazioni della Garante capitolina per il benessere animale, Patrizia Prestipino.

La riflessione parte da un’evidenza scientifica e strutturale: l’estate a Roma è strutturalmente cambiata.

Il riverbero del sole sui blocchetti di selce e sul bitume stradale crea nelle ore centrali della giornata un microclima insostenibile per i grandi mammiferi, esposti a colpi di calore, disidratazione e traumi agli arti.

Una condizione non più compatibile con la crescente sensibilità della cittadinanza e dei visitatori internazionali in materia di diritti degli animali.

Lo Scoglio della Legge Nazionale e la Resistenza del Nucleo Storico

Se da una parte molti vetturini hanno colto l’opportunità offerta dal Campidoglio, riconvertendo la propria concessione d’epoca in una redditizia licenza per la guida dei taxi o di vetture NCC di ultima generazione, il nucleo duro dei sedici rimasti oppone una forte resistenza ideologica ed economica.

Per questi ultimi operatori, la botticella rappresenta un presidio di memoria storica e d’identità romana a cui non si può rinunciare in cambio di un’auto pubblica.

Il Limite del Codice della Strada

Il vero paradosso che rallenta i piani della Giunta è di natura legislativa. Il quadro normativo italiano, disciplinato dal Codice della Strada, riconosce espressamente la legittimità della circolazione dei veicoli a trazione animale su tutto il territorio nazionale.

Questo impedisce ai singoli sindaci di firmare ordinanze di divieto totale e permanente, costringendo i Comuni a muoversi sul filo di ordinanze contingibili e urgenti legate solo ai picchi di calore meteo-climatici.

Il conto alla rovescia, tuttavia, sembra ormai innescato. Lo spostamento delle vecchie scuderie nel corso degli anni e lo svuotamento spontaneo dei posteggi di piazza di Spagna e piazza Navona dimostrano che la transizione è prima di tutto nei fatti.

Le botticelle restano così sospese come l’emblema crepuscolare di una Roma d’altri tempi, destinata a cedere definitivamente il passo a un nuovo modello di turismo sostenibile e rispettoso della vita animale.

La progressiva scomparsa delle botticelle a Roma riflette un cambiamento globale nella gestione del turismo nelle città storiche europee.

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