Lazio

stop al cemento sulla sabbia e tetti ai monopoli dei balneari

Una netta stretta sulla tutela ambientale della sabbia e un argine invalicabile al rischio di “privatizzazioni mascherate” sul mare di Roma.

L’Aula Giulio Cesare ha approvato due importanti atti d’indirizzo legati alla gestione del demanio marittimo e al nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) della Capitale.

I provvedimenti, presentati dal capogruppo capitolino di Roma Futura, Giovanni Caudo, e condivisi con il consigliere Nando Bonessio (Europa Verde), ridisegnano le regole del gioco per l’affidamento delle future concessioni balneari sul litorale di Ostia, blindando la natura pubblica delle spiagge libere.

Più Natura, Meno Passerelle: la Regola dell’80%

Il primo intervento approvato è un emendamento tecnico che incide direttamente sulla conformazione e sulla tutela degli spazi marittimi. Per tutte le aree catalogate come “permeabili” all’interno dei lotti costieri scatta un vincolo ecologico rigidissimo.

La norma stabilisce che almeno l’80% della superficie permeabile deve restare incontaminata.

Sulle spiagge non sarà più possibile sovrapporre materiali pesanti, superfici di calpestìo stabili o cementificazioni artificiali: l’unico elemento ammesso a terra dovrà essere il sedimento superficiale in sabbia, a tutela del delicato ecosistema dunale e costiero romano.

Immagine di repertorio

Alt ai Monopoli: Divieto di Accoppiare Stabilimenti e Spiagge con Servizi

Il secondo pilastro della riforma Caudo prende la forma di un Ordine del Giorno che impegna ufficialmente il sindaco Roberto Gualtieri e la Giunta capitolina a inserire clausole di sbarramento nei futuri bandi di assegnazione delle spiagge.

I futuri bandi di gara dovranno strutturarsi in modo da impedire al medesimo operatore economico di accumulare più concessioni vicine.

Nello specifico, lo stesso imprenditore o società non potrà gestire contemporaneamente uno stabilimento balneare classico e, subito accanto, una spiaggia libera con servizi (le cosiddette spiagge attrezzate).

Stop alle Privatizzazioni Mascherate

«La concentrazione in capo al medesimo operatore economico di stabilimenti e spiagge libere attrezzate tra loro adiacenti può determinare, di fatto, una privatizzazione funzionale di ampi tratti di litorale», ha spiegato chiaramente Giovanni Caudo.

Con questa distinzione geometrica, il Campidoglio intende prevenire la formazione di monopoli territoriali ed evitare che ampie fette di costa finiscano sotto il controllo continuativo e strategico di un unico privato.

Il pacchetto di riforme, che ha incassato il voto favorevole dell’intera maggioranza e il via libera tecnico dell’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, punta a garantire una volta per tutte il diritto all’accesso universale, democratico e gratuito dei cittadini al mare di Roma, tutelando la costa dall’assalto del cemento in vista della stagione dei nuovi bandi europei.

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