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Lo psicoterapeuta Andrea Montesano e la songtherapy: «Quando ho attraversato un lutto sentimentale, ho incontrato una canzone. Non mi ha guarito, sarebbe sbagliato dirlo. Mi ha aiutato però a riconoscere il dolore, a guardarlo senza scappare»

«Forse non è la felicità ciò che voglio, ma il percorso per raggiungerla»: c’è una frase dei Fast Animals and Slow Kids, la rock band «che viene da Perugia», come ama ricordare a ogni concerto il frontman Aimone Romizi, che attraversa come un filo rosso il nuovo libro di Andrea Montesano. Perché in fondo Canzoni sul lettino. Come fare psicoterapia con i FASK (Àncora Editrice) nasce proprio da qui: dall’idea che la crescita personale non sia una destinazione ma un viaggio, spesso accidentato, fatto di cadute, consapevolezze e ripartenze.

Psicologo, psicoterapeuta, musicista e autore, Montesano lavora da anni sul rapporto tra musica e benessere psicologico. Dopo gli studi in psicoterapia all’Università Pontificia Salesiana e quelli in critica e scrittura musicale al Saint Louis College of Music, ha sviluppato un percorso che mette in dialogo due delle sue passioni più profonde: la cura delle persone e le canzoni.

Nasce così la Songtherapy, un approccio che utilizza la musica come strumento terapeutico. Non una tecnica rigida né una formula universale, ma un modo per esplorare il proprio mondo emotivo attraverso i brani che più risuonano con la storia personale di ciascuno. «Le canzoni diventano terapeutiche non per una qualità intrinseca – scrive Montesano nel libro – ma perché rispecchiano qualcosa di speciale, intimo e significativo per ciascuno».

Il suo nuovo lavoro prende come bussola narrativa il repertorio dei Fast Animals and Slow Kids, una delle realtà più longeve e riconoscibili del rock italiano contemporaneo. Diciotto capitoli, diciotto temi esistenziali – dalla resilienza al perdono, dalla gratitudine alla speranza – e altrettante canzoni utilizzate come porte d’accesso alle emozioni.

Ma dietro il saggio c’è anche una storia personale. Quella di un giovane terapeuta che, nel pieno di un lutto sentimentale, trovò in una canzone come Annabelle uno specchio capace di dare forma a un dolore che sembrava impossibile da nominare. Una storia che parla di ferite, rinascita e della convinzione che la musica, pur non potendo salvare nessuno da sola, possa aiutarci a trovare le parole giuste per salvare noi stessi.

Canzoni sul lettino. Come fare psicoterapia con i FASK  il nuovo libro di Andrea Montesano.

Dottor Montesano, partiamo dall’inizio. Cos’è la Songtherapy?
«La Songtherapy è un approccio che utilizzo all’interno del lavoro psicoterapeutico e che mette la canzone al servizio della crescita personale. Tengo molto a precisare una cosa: non è un metodo rigido e non è nemmeno una formula magica. La psicoterapia resta sempre al centro, ma le canzoni diventano uno strumento in più per esplorare emozioni, ricordi, conflitti e desideri. Quando lavoro con un paziente cerco prima di conoscere la sua storia e il suo mondo musicale. Solo dopo utilizziamo alcuni brani che possano aiutarci a lavorare su temi specifici. La stessa canzone può essere profondamente terapeutica per una persona e non significare nulla per un’altra. È questo il punto fondamentale».


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