Marche

Maleducazione e indifferenza sul bus. «Io, disabile, resto spesso senza posto»

FANO Ha evidenti difficoltà a camminare e di conseguenza è costretta ad appoggiarsi a un bastone. Sale sugli autobus e ne scende a fatica; per lei è raro trovare qualcuno che, notandola, si alzi subito dal sedile per lasciarlo libero. Generosità e sensibilità non si acquistano in negozio, nemmeno online, e l’indifferenza, la maleducazione, possono essere dolorose, umilianti, per chi la subisce.

La mancanza di sensibilità

«A volte mi avvicino a una persona e chiedo se, per cortesia, possa far sedere me al suo posto, ma la risposta è tutt’altro che scontata», racconta la donna, settantunenne, che da circa un anno e mezzo vive a Gimarra di Fano. Quanto deve spostarsi in centro storico, usa la Linea Rossa numero 25, che collega la città a Pesaro. E molto spesso le capita di trovare che tutti i sedili riservati alle persone con disabilità siano già occupati. «Ricordo di essermi rivolta a un uomo – prosegue – che aveva occupato due posti. Nel sedile vicino ai finestrini aveva infatti appoggiato una busta. Gli ho chiesto per favore se potesse scorrere, per farmi sedere, ma ha fatto finta di non avermi sentito. Ha girato il volto dall’altra parte e ha continuato, imperterrito, a tenere l’altro sedile occupato dalla sua bustina».

Simili momenti sono ancor più spiacevoli, perché si resta amareggiati per la mancanza di rispetto, di educazione e di empatia che trasuda da certi atteggiamenti. In realtà un meccanismo psicologico di afflizione si attiva subito, a prescindere, nel momento stesso in cui si chiede a qualcuno la benevolenza di concedere qualcosa che invece è un diritto sacrosanto. È la persona con difficoltà motoria (alla donna di 71 anni è stata riconosciuta un’invalidità del 100 per cento) a doversi sedere sui sedili riservati, non altri. Com’è, sempre, buona educazione lasciare il posto agli anziani. Risale agli ultimi giorni, sempre sulla linea 25, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza. La settantunenne ha riepilogato l’episodio, avvenuto durante una corsa pomeridiana, in una lettera indirizzata ad Adriabus, il consorzio provinciale del trasporto pubblico. Quando la donna è salita sull’autobus, ha trovato che i quattro posti riservati alle persone con disabilità «erano tutti occupati da persone in buone condizioni di salute. Mi sono rivolta a due signore straniere che, adducendo futili motivi, non mi hanno ceduto il posto».

L’ha fatto un giovane, dimostratosi gentile. La settantunenne ha comunque scritto al consorzio dei trasporti, auspicando che intervenga per risolvere «l’increscioso problema» rappresentato da chi occupa senza diritto i sedili riservati alle persone con disabilità.

In calo il senso civico

La società pubblica Ami, che gestisce la linea tra Fano e Pesaro, è a sua volta spiazzata dalla maleducazione. Negli ultimi anni gli autisti degli autobus hanno notato una caduta del senso civico, ma sottolineano anche l’esempio virtuoso – non infrequente – di chi si alza per cedere il posto. Il consiglio, in caso di problemi, è di rivolgersi al conducente, che si attiverà per tutelare dai maleducati il viaggiatore o la viaggiatrice con disabilità. Una campagna di sensibilizzazione potrebbe essere utile.




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