15 anni di vita e 677 ospiti accolti
Si è svolta ieri mattina 13 giugno, nel giardino del centro servizi Giusto Antonio Bolis di piazza Beatrice de Claricini a Selvazzano, la celebrazione del quindicesimo anniversario dalla sua inaugurazione. AltaVita-IRA ha riunito ospiti, famiglie, operatori, volontari e istituzioni del territorio per una mattinata aperta alla comunità.

Le presenze istituzionali
La cerimonia è iniziata con il saluto e le riflessioni del presidente di AltaVita-IRA Stefano Bellon, che ha ricordato la scelta coraggiosa e di responsabilità attuata 15 anni fa e l’importanza cruciale per il territorio della struttura di Selvazzano. Sono poi intervenuti, tra gli altri: Gino Gerosa, assessore regionale alla Sanità, Enoch Soranzo, presidente VI Commissione del consiglio regionale del Veneto, Diego Bonavina, assessore del comune di Padova, Patrizia Benini, direttore Generale Ulss 6 Euganea. Ha portato la sua testimonianza Tino Bedin, presidente di AltaVita-IRA dal 2006 al 2014.
Il bilancio sociale: 15 anni in numeri
Il direttore generale di AltaVita-IRA Adelaide Biondaro ha presentato i dati del bilancio sociale. Dal 2011 ad oggi il Bolis ha accolto 677 ospiti, con un’età media di 84 anni (il range attuale degli ospiti va dai 54 ai 107 anni di età). Sono 16 gli ospiti che nel corso di questi quindici anni erano centenari o lo sono diventati al Bolis. Attualmente sono presenti due ospiti centenarie: Cecilia Fogarollo di 101 e Antonietta Maragno di 107 anni. Il Comune di provenienza più rappresentato è Selvazzano (256 ospiti), seguito da Padova (137). Le ore di assistenza complessivamente erogate superano 1,6 milioni: 240.900 ore infermieristiche, le restanti di operatori socio-sanitari. «Siamo orgogliosi di festeggiare questo anniversario – ha ribadito Biondaro – un grazie a tutti i lavoratori che operano all’interno del Bolis per l’apporto di cura nei confronti delle persone più fragili». Nel corso della cerimonia sono state consegnate targhe ricordo a due ospiti presenti al Bolis sin dall’inaugurazione del 2011: sono Silvana Paccagnella e Natale Colnati. Quindici anni ininterrotti nella stessa casa.

“Caffè Passo Fiorine”: il nome scelto dagli ospiti
Il momento conclusivo della cerimonia si è svolto all’interno della struttura: la vicesindaca del comune di Teolo Graziella Quagliato ha svelato la nuova insegna del bar interno, togliendo il drappo arancione che la copriva. Il nome “Caffè Passo Fiorine” è stato scelto dagli ospiti attraverso una votazione partecipata: educatrici e operatori avevano raccolto le proposte ospite per ospite, fino a selezionare tre “brand” finalisti. Ha prevalso il richiamo al Passo Fiorine, luogo del territorio ben noto nell’area di Selvazzano e Teolo, nella stessa tradizione toponomastica del centro diurno Monte Grande. I nomi finalisti – ma sconfitti – erano “Caffè Giusto” perché è giusto prendersi un caffè, perché il caffè di quel bar è giusto nel senso di buono, e perché il nome è un omaggio a Giusto Antonio Bolis, a cui la struttura è intitolata, e “BarBò” abbreviazione affettuosa di BarBolis, un nomignolo di casa.
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