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Meloni: “Patente antifascista a Più libri più liberi è censura”. M5S: “Ridicolo, insegue Vannacci”

Alle 8.36 di domenica mattina, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie la sua battaglia. Il bersaglio è la fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi. Lo strumento è un post su X: “Per partecipare, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il ‘patentino antifascista’, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione”, scrive la premier. “È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono”.

Poi l’affondo: “La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno – conclude Meloni – si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.

Per il leader del M5S Giuseppe Conte, la leader di FdI non ha “nulla da dire e da fare sull’inchiesta per corruzione sul Ponte dello Stretto, con progetti fallimentari e 13,5 miliardi bloccati ma che sarebbero utili per infrastrutture, scuole, sanità”. E allora “va sull’usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull’antifascismo. Giustamente oltre all’ossessione nei miei confronti adesso ha l’ossessione per Vannacci, che cresce grazie ai suoi fallimenti e ai suoi tradimenti”.

Anche il capogruppo Cinquestelle a Palazzo Madama Luca Pirondini legge la crociata mattutino della presidente del Consiglio nella cornice della competizione a destra: “Pensa di rincorrereVannacci con questi argomenti ridicoli”.

“Il problema grosso”, secondo Pirondini, è che la leader di FdI cerca di inseguire il generale alla guida di Futuro nazionale “da presidente del Consiglio che ha giurato sulla Costituzione, che fino a quando non verrà riscritta da Meloni o Vannacci, è e rimane antifascista”.

E infatti a stretto giro Roberto Vannacci, a margine dell’assemblea costituente del suo partito, benedice le parole della premier: “Ha perfettamente ragione, perché in un Paese dove la libertà di espressione è in Costituzione questa libertà di espressione non deve essere soggetta ad alcun patentino, sia esso di artifascismo o di anti non so che cosa”.

“Se io domani volessi fare l’elogio della monarchia – aggiunge – non vedo perché non potrei farlo visto che è una libertà di espressione, poi sarà il popolo italiano a decidere se la monarchia o se il livello che ho intenzione di pubblicare sia opportuno o non sia opportuna sia da buttare in un cestino”.

“Dichiararsi antifascista in modo limpido e sereno non vuol dire censurare qualcun altro, ma rispettare i valori della nostra Costituzione”, commenta Nicola Fratoianni di Avs.

“Da tempo ormai ad ogni 25 aprile o ad un atto di violenza o di intimidazione evito di chiedere all’attuale presidente del Consiglio di dichiararsi antifascista. Evidentemente non lo è. E oggi lo conferma ancora una volta”.

Il precedente di Passaggio al bosco

L’edizione 2025 di Più libri più liberi era stata infiammata dalle polemiche per la partecipazione della casa editrice di estrema destra Passaggio al bosco. Quest’anno la fiera della media e piccola editoria, che si terrà alla Nuvola di Roma dal 4 all’8 dicembre, ha una nuova squadra di curatori (coordinati da Paolo Di Paolo),una nuova governance e regole per valorizzare dibattiti ed espositori. Nel comunicato di presentazione, l’8 giugno, è stata annunciata una riduzione del numero degli stand e dunque una maggiore selettività. Gli organizzatori hanno specificato che “sarà la Fiera a farsi carico delle valutazioni”.


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