Politica

Il silenzio di Piantedosi, trincerato nella masseria di Vespa scruta l’assalto leghista al Viminale

Manduria (Taranto) – Chiuso nel riserbo più stretto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nei giorni più difficili in cui i leghisti continuano a pressare affinché il segretario Matteo Salvini prenda il suo posto al Viminale. Mentre l’entourage del ministro continua a ripetere che non ha commenti da fare e che è «un prefetto al servizio delle istituzioni», lui, nel tardo pomeriggio di sabato 13 giugno, arriva nella masseria di Bruno Vespa a Manduria, dove da due giorni è in corso il Forum organizzato insieme a Comin and partners.

Nessuna intervista né partecipazione ai panel, a differenza di molti colleghi che si sono succeduti sul palco, viene accolto sotto il portale cinquecentesco dal padrone di casa e dal viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, che della Lega è segretario in Liguria. È Rixi, davanti alle telecamere, a dire che «Piantedosi sta facendo bene, ma sicuramente anche Matteo Salvini è stato un ministro degli Interni, che ha dato una forte connotazione al tema della sicurezza, quando c’è stato». A chi gli chiede del possibile rimpasto, il leghista risponde: «Discuteremo con la premier, vedremo come fare». E sintetizza così il pensiero del suo partito: nulla contro il titolare del Viminale «ma» quel posto tocca a noi.

Soprattutto ora che la leadership di Salvini è in discussione.A Piantedosi probabilmente Rixi non lo dice in questi termini, anche perché la cena stellata incombe e i saluti da fare sono tanti, ma certo non è un caso che l’incontro tra i due avvenga nel dinner superblindato. Appena 24 ore prima, durante l’inaugurazione di un parco giochi a Montefradane in provincia di Avellino, Piantedosi non aveva escluso la possibilità di una sua candidatura alle politiche del 2027: «Non lo so ma non è necessario, sono un rappresentante delle istituzioni, sono un prefetto. Se dovesse essere utile e necessario fare qualcosa per la mia terra lo farò sempre e senza tirarmi indietro». Il ministro cerca di mantenere l’aplomb, mentre il terreno gli frana sotto i piedi.

Domani è atteso a Palermo, per presiedere il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, dopo l’escalation di intimidazioni agli imprenditori degli ultimi mesi. Con le polemiche che sono arrivate prima di lui. Il Pd lo ha attaccato sugli organici delle Forze dell’ordine, Italia viva sul controllo del territorio. La «carenza forte di percezione di sicurezza», pochi giorni fa, era stata utilizzata anche dal vicesegretario nazionale della Lega, Claudio Durigon, per ribadire che «Piantedosi sta facendo un gran lavoro ma Salvini potrebbe incidere di più». La premier Giorgia Meloni, per ora, resta in silenzio.


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