Liguria Pride, in migliaia alla parata arcobaleno per le vie di Genova. Salis: “L’Italia è questa”
Genova. Migliaia di persone in piazza anche quest’anno per la coloratissima parata del Liguria Pride nelle vie del centro di Genova, appuntamento clou per la rivendicazione dei diritti Lgbtqia+.
Come nel 2025, a percorrere il primo tratto è stata anche la sindaca Silvia Salis portando in braccio il figlio Eugenio. Insieme a lei il vicesindaco Alessandro Terrile, numerosi assessori della giunta, la presidente del Muncipio Centro Est Simona Cosso, la consulente dei diritti Lgbtqia+ Ilaria Gibelli, consiglieri e parlamentari di tutte le forze politiche del centrosinistra.
Manifestazione che arriva sulla scorta delle recenti polemiche sulle parole di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, secondo cui gli omosessuali “non sono normali” perché non rappresentano la maggioranza e in ogni caso “hanno tutti i diritti” perché “se vanno all’ospedale li curano, se vanno per la strada possono guidare”.
“Nel 2026 sentire quel tipo di frasi, sentire ancora che si parla di gusti e persone non normali ci riporta a un mondo che non vogliamo, un tipo di Paese che non è il nostro – il commento di Salis -. L’Italia è questa, Genova è questa. Siamo un Paese solidale, accogliente, proiettato verso il futuro. C’è chi parla a una piccola parte del Paese, che vuole smuovere i sentimenti più più negativi e più retrogradi: ci sono anche quelli, ma per fortuna sono una piccola minoranza. Noi non vogliamo continuare a dare voce e attenzione a quello. Bisogna dare attenzione a chi è qua a rispettare i diritti di tutti i cittadini”.
Il corteo è partito poco dopo le 16.00 da via San Benedetto, in zona Principe, per poi dirigersi verso la Nunziata, Corvetto e Brignole. Quindi, la risalita in via XX Settembre e la conclusione in piazza De Ferrari.
“Ripensiamoci tempesta” è il tema del Liguria Pride 2026. “Se il sistema vuole slogan pronti da inghiottire e risputare, noi scegliamo una frase lunga, che racconta una storia – spiegano gli organizzatori -. Questo nostro tempo sembra portare a un destino già scritto. La paura ci attraversa, ci immobilizza: dobbiamo nominarla, mostrarla per quello che è, riconoscere che è qui, dentro ognun* di noi. Oggi, reagire e creare nuove visioni di futuro, sembra non solo impossibile, ma anche inimmaginabile. Ma la forza della sorellanza, la potenza delle nostre alleanze, la meraviglia dei nostri immaginari queer e transfemministri, devono ricordarci che siamo scintille che divampano nelle crepe del presente”.




