Veneto

Festa forense a Villa Contarini, 25 avvocati padovani ricevono le “Toghe d’oro”


Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Una platea di oltre quattrocento avvocati padovani si è riunita ieri sera a Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta, per la tradizionale festa forense, appuntamento che quest’anno ha assunto un significato particolare con la consegna delle “Toghe d’oro” a 25 professionisti che hanno raggiunto i 50 anni di iscrizione all’albo.

“Non un semplice riconoscimento della mera iscrizione all’albo – ha detto il presidente degli avvocati di Padova, Francesco Rossi – ma l’occasione per rendere omaggio ai colleghi che hanno onorato la professione per dedizione, passione e competenza. La Toga d’oro è una tradizione che si perpetua da trent’anni e che quest’anno si rivolge a 25 colleghi che hanno scritto la storia dell’avvocatura padovana”.

Le “Toghe d’oro” e il riconoscimento alla carriera

Il conferimento dell’onorificenza nella galleria delle Conchiglie è stata anche l’occasione per tracciare un quadro della professione in provincia.

“La figura dell’avvocato è cambiata – ha proseguito Rossi – e da anni cerchiamo di affermare il nostro ruolo di consulenti ai quali rivolgersi prima che la controversia insorga. La verità è che molti cercano consigli da amici o conoscenti, mentre avrebbero necessità di indicazioni mirate, precise e professionali. Per quanto si pensi sia caro un professionista, non immaginiamo quanto possa costare, alla fine, un dilettante”.

L’albo degli avvocati di Padova conta circa 3mila iscritti, pur registrando per il secondo anno consecutivo una leggera flessione. “È il secondo anno di calo in valori assoluti, ma si tratta comunque di una decrescita ridotta rispetto al trend nazionale perché quello di Padova rimane un foro molto attrattivo – ha aggiunto Rossi –. In pratica 23 iscritti in meno nel 2025 e 18 nel 2026. Oggi, sempre di più, quella dell’avvocato non è più una professione-rifugio ma una scelta precisa. Certo il numero di avvocati è elevato, se non eccessivo, ma è anche vero che per gli avvocati bravi il posto c’è sempre”.

Avvocatura e intelligenza artificiale

Infine il presidente si è soffermato sulla diffusione dell’intelligenza artificiale negli studi legali padovani. Il riferimento è al rapporto nazionale Censis sull’avvocatura 2026, che rileva il raddoppio in un anno della quota di avvocati che utilizza l’IA nei propri studi, con picchi più elevati tra gli under 40.

Nel dettaglio si è passati dal 27,5% al 55,3%, fino al 70,3% tra i giovani avvocati.

“L’intelligenza artificiale è uno strumento ormai diffuso negli studi – ha concluso Rossi – ma ci deve indurre a essere migliori. Il cittadino fa benissimo a informarsi sulle piattaforme di IA in relazione al proprio problema, ma il nostro compito è offrirgli un servizio di qualità diversa. L’IA diventerà imprescindibile e sarà una rivoluzione paragonabile all’introduzione del computer. Per noi avvocati è una sfida: le consulenze di base potranno anche essere svolte in autonomia dal cittadino, ma l’avvocato resta qualcosa di diverso. Non esiste nessuna IA in grado di affrontare il caso concreto con decisioni adeguate al contesto, per le quali serve intelligenza naturale”.

L’elenco delle “Toghe d’oro” 2026

Abriani Franco, Affannato Giuseppe, Bisinella Barbara, Caffa Pietro, Cospite Nicola, Costantino Benedetto, Cristante Tiziana, Da Ruos Manuela, De Simoni Carlo, Domenichelli Vittorio, Fragasso Emanuele, Ghedini Luisa Ippolita, Giachino Fabio, Marchetti Mario, Masci Loreto, Miazzini Maria Luisa, Morrone Gianni, Panzarino Luisa Vittoria, Penasa Luciano, Perocco Giovanni, Portinari Romolo, Salmazo Marco, Talarico Giuseppe, Testa Mario Gabriele, Trinchieri Cesare.




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