Lazio

armato di piccone minaccia i vigilantes nell’ex clinica Valle Fiorita

Ha impugnato un piccone e una bottiglia di vetro, scatenando il panico e trasformando i locali dell’ex clinica “Valle Fiorita” in uno scenario di puro terrore.

Serata di altissima tensione quella di ieri in via di Torrevecchia, nella periferia nord-ovest della Capitale, dove i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma sono dovuti intervenire d’urgenza per neutralizzare un cittadino marocchino di 38 anni, senza fissa dimora e con diversi precedenti alle spalle.

L’uomo è stato ammanettato con le pesanti accuse di resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere.

Il raid di follia è scattato intorno alle 22:40. L’immigrato, in un evidente stato di alterazione psicofisica dovuto al massiccio abuso di alcolici, ha iniziato a urlare e a dare in escandescenze all’interno della struttura, puntando le armi improvvisate contro un addetto alla sicurezza privata – un romano di 35 anni – e un altro uomo presente nei paraggi, minacciandoli di morte.

Le vittime, barricate per sfuggire ai fendenti, sono riuscite a lanciare l’allarme al Numero Unico di Emergenza 112, facendo confluire sul posto le gazzelle dell’Arma.

La Svolta con la Pistola a Impulsi Elettrici

All’arrivo dei militari, l’aggressore non ha mostrato alcun segno di ravvedimento, scagliandosi con violenza anche contro le forze dell’ordine nel tentativo di evitare l’arresto.

A quel punto, per evitare che la situazione degenerasse in tragedia e per garantire l’incolumità di tutti i presenti, i Carabinieri hanno estratto dalla fondina il dispositivo Taser.

La Resa Immediata

La sola vista della canna della pistola a impulsi elettrici e il mirino laser puntato sul petto hanno convinto il trentottenne a desistere.

L’uomo ha gettato il piccone a terra, sollevando le mani e permettendo ai militari di bloccarlo e immobilizzarlo senza che venisse esploso alcun dardo.

Il Rifiuto delle Cure e il Processo

Subito dopo la cattura, lo straniero è stato fatto salire su un’ambulanza e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Eugenio” per essere sottoposto a una consulenza medica e smaltire gli effetti dell’alcol.

Una volta all’interno del nosocomio, tuttavia, il trentottenne ha dato nuovamente in escandescenze, rifiutando categoricamente l’assistenza dei medici.

Su disposizione immediata dell’autorità giudiziaria, l’arrestato è stato quindi scortato nelle celle di sicurezza della caserma.

L’uomo rimarrà rinchiuso fino all’udienza di convalida dell’arresto, fissata nelle prossime ore davanti al giudice del Tribunale di Roma, che contestualmente celebrerà il processo con rito direttissimo.

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