Basilicata

Basilicata, mini vitalizi, passo indietro, nessuna richiesta

Caso mini vitalizi in regione Basilicata, alla scadenza dei termini, nessun consigliere ne ha fatto richiesta. L’indennità differita cade nel vuoto. Il centrosinistra: «Ripensamento importante»


Non sono state presentate domande dai consiglieri regionali in carica per aderire all’indennità differita, il cosiddetto vitalizio da corrispondere alla pensione, secondo un calcolo con sistema contributivo, che tante polemiche aveva suscitato nei mesi scorsi. Lo ha reso noto il centrosinistra.
«Alla scadenza dei termini previsti dalla legge regionale, non risulta presentata alcuna richiesta di adesione al regime dell’indennità differita, meglio conosciuta come vitalizio, da parte dei consiglieri regionali in carica». Hanno dichiarato il presidente regionale di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Christian Giordano, il commissario del Pd della Basilicata Daniele Manca, e Rondinone-Trivigno per Avs.

Indicandola come «una scelta che apprezziamo e che rappresenta un segnale positivo nei confronti della comunità lucana, poiché in un momento storico caratterizzato da difficoltà economiche e sociali per famiglie, lavoratori e imprese nessun rappresentante delle istituzioni avrebbe potuto ignorare il forte sentimento di contrarietà manifestato in questi mesi dai cittadini anche per effetto di un patto elettorale che ha visto cambiare una regola in corso di legislatura».

MINI VITALIZI, NESSUNA RICHIESTA

Secondo i consiglieri regionali dei partiti del centrosinistra lucano Alessia Araneo, Chiorazzo, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello, «la introduzione dell’indennità differita avvenuta con tempi e modalità sbagliate, ha contribuito ad alimentare la distanza tra cittadini e istituzioni. Per questo – hanno detto – riteniamo che la decisione dei colleghi che pure avevano sostenuto e votato quella norma rappresenti un importante ripensamento e un segnale di riconciliazione con la comunità regionale. Così come riteniamo necessario che a seguito del recente parere espresso dalla Consulta Statutaria si acceleri l’iter per la legge attuativa degli istituti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto regionale».

LE REZIONI NEL CENTROSINISTRA

Secondo i consiglieri, «la Basilicata è oggi attraversata da dinamiche economiche e sociali complesse – hanno sottolineato – la crisi della sanità pubblica, il lavoro che manca o che resta precario, lo spopolamento delle aree interne, il crescente disagio delle famiglie, le difficoltà infrastrutturali e la perdita di competitività del sistema produttivo regionale. Tutto questo richiede un surplus di impegno politico, istituzionale e di buon governo, tale da relegare in secondo piano ogni scelta che non produca benefici diretti per i lucani. È tempo che la politica torni a concentrarsi esclusivamente sulle priorità reali della Basilicata e sulle risposte che i cittadini attendono».

MINI VITALIZI, LA POSIZIONE DEL COMITATO PER ABROGARLI

Sulla notizia interviene anche Il Comitato promotore del Referendum abrogativo per i vitalizi. «Apprendiamo – scrive in una nota – che a oggi nessuno dei consiglieri regionali della Basilicata ha fatto domanda per l’ottenimento dei cosiddetti mini vitalizi. Ciò significa che la battaglia che abbiamo portato avanti come comitato promotore del referendum abrogativo della legge ha avuto i suoi effetti, sollevando l’indignazione dei lucani e delle lucane che a stento arrivano a fine mese».

«UN PRIVILEGIO INACCETTABILE»

«La raccolta firme e la richiesta di indizione del referendum abrogativo dei vitalizi – scrive il comitato – ha evitato che si rintroducesse un privilegio inaccettabile. Un risultato importante della democrazia diretta. Adesso bisogna proseguire affinché il Consiglio regionale attivi lo statuto del referendum abrogativo previsto dall’art. 17 dello Statuto regionale, un attacco diretto alla democrazia e alla partecipazione: nessuno faccia ostruzione contro il diritto di voto dei cittadini. Abbiamo raggiunto un risultato importante, impedendo la normalizzazione del privilegio. Adesso proseguiamo nella lotta per lo sblocco della democrazia regionale».


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